come affrontare dolori muscolari e ossei gli strumenti per star bene

Tutti desideriamo vivere una vita piena, ricca di gioie, opportunità ed esperienze: in altre parole, tutti vogliamo essere liberi di muoverci. I dolori muscolari e ossei possono rappresentare un ostacolo al nostro obiettivo. Ma superarlo oggi può essere semplice: la corretta informazione e una visita presso il tuo specialista di riferimento possono aiutarti a comprendere come curare i dolori muscolo-scheletrici e tornare alle tue attività preferite in men che non si dica. 

Noi di 2A Group vogliamo fare la nostra parte: qui troverai alcune informazioni utili grazie a cui ti sarà più semplice individuare i giusti rimedi per i dolori alle ossa e ai muscoli. 

Dolori muscolo-scheletrici: cosa sono? 

Dolore ginocchio

Sappiamo bene che l’insorgenza di un sintomo doloroso è indice che c’è qualcosa di cui è opportuno prendersi cura quanto prima. Le patologie muscolo-scheletriche1 sono infatti accompagnate da dolori alle ossa, alle articolazioni, ai legamenti, ai tendini o ai muscoli. Anche i fastidi cervicali, alla colonna vertebrale o alla schiena non devono essere trascurati. Il tuo viaggio verso la guarigione inizia con l’attenzione ai sintomi. 

Tuttavia, quando si presenta un dolore diffuso, può capitare di non riuscire a individuarne immediatamente la causa. Rivolgersi al professionista giusto è il primo passo da intraprendere per evitare che la condizione si cronicizzi. Eppure, succede spesso che i pazienti non sappiano quale specialista contattare quando emergono problemi di questo tipo: per poter curare i dolori alle ossa o ai muscoli in modo corretto ed efficace è necessario innanzitutto saperli distinguere

Il dolore, per quanto non ci piaccia, può essere nostro alleato: infatti questo sintomo evidente ci segnala la presenza di una patologia muscolo-scheletrica, spingendoci ad agire per liberarcene. Ed è proprio il dolore la manifestazione più frequente di questi disturbi2: può essere lieve o acuto, di breve durata o cronico, diffuso o localizzato. 

In ciascuno di questi casi, i dolori muscolo-scheletrici hanno una funzione ben precisa: avvisarci della presenza di un disturbo a carico delle ossa, delle articolazioni, dei tendini, dei legamenti, dei muscoli o delle borse o ancora, il sintomo può indicare una combinazione di questi elementi

Le cause più comuni sono, naturalmente, i traumi. Tuttavia, il problema può avere varie origini: è sempre opportuno affidarsi alla competenza di un professionista per la loro diagnosi. E per poterlo fare, bisogna essere in grado di distinguere tra dolori ossei e dolori muscolari. Ecco come fare. 

I dolori ossei più frequenti 

Anziano signore si tiene la spalla a causa di un dolore

Come curare i dolori alle ossa? Il viaggio verso la guarigione inizia sempre dallo stesso punto di partenza: una corretta diagnosi. Per individuare i migliori rimedi per i dolori alle ossa che ti hanno colpito, bisogna capirne innanzitutto l’origine. 

Come si presenta il dolore alle ossa?3 Il sintomo si manifesta come un fastidio intenso, da non confondere con quello tipico dei dolori muscolari o articolari. Infatti, a differenza di questi, il dolore alle ossa si percepisce non solo durante l’attività fisica, ma anche a riposo. Questa peculiarità ti permetterà di identificarlo più facilmente e descriverlo correttamente al tuo medico. 

Inoltre, si può presentare come profondo, penetrante o sordo. Bisogna anche tener conto del fatto che spesso il dolore osseo si manifesta di pari passo con l’avanzare degli anni, quando tanto la massa muscolare quanto la densità ossea tendono a diminuire, predisponendo a lesioni e fratture. 

I dolori muscolari più frequenti 

Anche per capire come curare i dolori muscolari (o mialgie) bisogna partire col piede giusto: la corretta identificazione del problema. Le cause della mialgia4 possono essere molteplici: spaziano infatti dai traumi alle lesioni, dall’esercizio fisico troppo intenso ai lavori usuranti

Di norma è lo sforzo fisico eccessivo o prolungato a dare origine al dolore, ma anche lo stress e le posture scorrette possono favorire l’affaticamento muscolare: in questo caso le parti interessate saranno soprattutto la schiena, le spalle e il collo. 

Dal momento che i dolori muscolari possono anche essere un campanello d’allarme per altre patologie, è necessario non sottovalutarli e porvi attenzione. Innanzitutto, bisogna riconoscere il sintomo e non confonderlo con un dolore osseo o articolare: la manifestazione dolorosa in questo caso può essere localizzata o diffusa, ma riguarda esclusivamente i muscoli. 

Dolori ossei: le cause più comuni 

La causa dei dolori ossei è da ricercarsi in eventi traumatici o malattie che compromettono la struttura delle ossa o il loro funzionamento. L’origine del problema può quindi essere di varia natura, il che rende sempre opportuno l’intervento di un professionista. 

I dolori ossei possono essere provocati da patologie comuni, come l’artrite, l’artrosi o l’osteoporosi; più singolari, come ad esempio la sifilide; da problemi gravi, come la leucemia o i tumori delle ossa. Rivolgersi a uno specialista per una corretta diagnosi consente quindi di scacciare ogni dubbio e, qualunque sia l’esito degli esami, imboccare un percorso terapeutico appropriato

Dolori muscolari: le cause più comuni 

Signora si tiene la schiena a causa di dolori muscolari

Come i dolori ossei, anche i dolori muscolari possono originarsi in molti modi diversi, con vari livelli di gravità. Sebbene lo sforzo fisico eccessivo sia la principale causa, in caso i sintomi fossero persistenti è di grande importanza per la salute contattare il medico per una visita di controllo

Le mialgie sono molto comuni e solitamente non gravi. Di norma, sono legate a5

tensione

stress; 

sforzi eccessivi o troppo prolungati; 

traumi e lesioni, come contratture, strappi o distorsioni. 

Altra causa molto comune sono le patologie come l’artrite, l’artrosi, la tendinite o la fibromialgia. In tutti questi casi, il dolore è localizzato e riguarda i muscoli della parte interessata. 

Inoltre, questo sintomo può indicare la presenza di una malattia sistemica, ovvero che interessa l’intero organismo: in quest’ultimo caso, il dolore muscolare sarà generalizzato. Questo accade normalmente quando si contrae la comune influenza, ma può essere un sintomo anche di patologie più complesse. I dolori muscolari diffusi infatti possono essere provocati da: 

malattie infettive; 

disturbi autoimmuni; 

disturbi metabolici. 

Rimedi per i dolori alle ossa 

Dispositivo portatile di magnetoterapia RigenAct

Una volta identificata la causa, il medico ti indicherà come curare i dolori alle ossa: il giusto percorso terapeutico può essere imboccato solo in seguito alla sua diagnosi. Le terapie analgesiche ti aiuteranno certamente a liberarti del dolore e rimetterti in movimento; tuttavia, non bisogna trascurare le cause scatenanti (soprattutto se gravi) per dire addio per sempre al problema e riprendere la tua serena quotidianità. 

Oltre ai farmaci che si possono assumere per via orale, esistono altre forme di terapia che favoriscono il recupero, riducono i sintomi e soprattutto presentano meno effetti collaterali: si tratta dell’ultrasuonoterapia e della magnetoterapia. Abbiamo visto infatti come, tra le cause scatenanti dei dolori ossei, possano esservi anche artrite, artrosi e osteoporosi: sia la terapia a ultrasuoni che la magnetoterapia sono indicate per il trattamento dei sintomi dolorosi provocati da queste malattie, consentendo ai pazienti un recupero più rapido. 

Rimedi contro i dolori muscolari 

Dispositivo di ultrasuonoterapia Dolcontrol

Come far passare i dolori muscolari, invece? Anche in questo caso, per scegliere la terapia più consona occorre prima di tutto una diagnosi da parte del vostro medico di riferimento: conoscere la natura del problema ti consentirà di intraprendere un percorso di cura adatto al tuo caso

I dolori dei muscoli, essendo spesso meno gravi di quelli che invece interessano le ossa, sono anche più comuni e si legano frequentemente a sintomi infiammatori. Quindi, per poter dire loro addio, non solo è necessario trattarne la causa, come per esempio la malattia influenzale o il problema posturale: occorre anche trovare lo strumento giusto per lenire l’infiammazione

L’ultrasuonoterapia, favorendo gli scambi cellulari e intercellulari, il rilassamento muscolare, il ricambio linfatico e l’assorbimento degli edemi, è un prezioso strumento non solo in termini di effetti analgesici, ma anche come trattamento antinfiammatorio. 

Anche la magnetoterapia, migliorando la circolazione sanguigna, produce ottimi effetti sull’ossigenazione dei tessuti, sulla loro guarigione e sulla riduzione dell’infiammazione. 

Alleviare i dolori ossei e muscolari: oggi si può 

L’ultrasuonoterapia e la magnetoterapia sono gli alleati che stavi cercando per aiutarti a ridurre i dolori muscolari e ossei. Noi di 2A Group ti invitiamo a scoprire assieme a noi i dispositivi che renderanno lo svolgimento di questi trattamenti ancor più semplice, comodo e intimo: rivolgiti a noi per informazioni su Dolcontrol e RigenAct, i tuoi strumenti elettromedicali per la terapia a domicilio. Con loro, tornerai presto a muoverti in libertà! 

Fonti:

  1. https://www.humanitas.it/news/dolore-muscolo-scheletrico-cosa-intervenire/
  2. https://www.msdmanuals.com/it-it/casa/disturbi-di-ossa,-articolazioni-e-muscoli/sintomi-delle-patologie muscoloscheletriche/dolore-muscoloscheletrico
  3. https://www.humanitas.it/sintomi/dolore-alle-ossa/
  4. https://www.humanitas.it/sintomi/dolori-muscolari/
  5. https://www.my-personaltrainer.it/salute/dolore-muscolare-mialgia.html

epicondilite laterale cause, sintomi e cure

A chi non è mai capitato di sentir usare l’espressione “gomito del tennista”? Con essa si fa riferimento a un disturbo chiamato epicondilite, che riguarda proprio il gomito. Ma il suo nome, nato perché l’attività del tennis mette sotto pressione l’articolazione del gomito, ci dà immediatamente un’idea di ciò che questa patologia va a limitare: la nostra libertà di movimento. 

Scegliere il trattamento più adatto per la tua epicondilite laterale ti consentirà di liberarti dal dolore e tornare a svolgere le tue attività preferite. Noi di 2A Group siamo a tua disposizione per fornirti tutte le informazioni che ti occorrono per riconoscere i sintomi dell’epicondilite, individuarne le cause e selezionare il percorso terapeutico più consono con l’aiuto del tuo medico di fiducia. 

Cos’è l’epicondilite, o “gomito del tennista” 

Uomo si mantiene il gomito dolorante

Iniziamo col capire di cosa parliamo quando usiamo il termine “epicondilite” o “gomito del tennista”. L’epicondilite laterale è un disturbo piuttosto comune¹: infatti, colpisce una media di 4-7 persone su 1000in Italia in particolare, interessa una fetta della popolazione compresa tra l’1% e il 3%, specialmente con età compresa tra i 25 e i 60 anni². Come il suo stesso nome suggerisce, l’epicondilite laterale è un disturbo a carico del gomito provocato dalla degenerazione del tendine e dalla sua inserzione ossea sull’epicondilo omerale, ovvero la sporgenza ossea terminale dell’omero presente nel gomito. La sua origine si deve al sovraccarico tendineo, causato da una continua sollecitazione dei muscoli epicondiloidei: parliamo quindi di quei muscoli che consentono di estendere il polso e le dita delle mani. 

La condizione comporta un’infiammazione, che si origina quando i tendini, per via della degenerazione, si ritrovano ad avere le fibre elastiche scompaginate. L’epicondilite appartiene quindi al gruppo delle patologie degenerative. Il disturbo comporta: 

perdita di elasticità del tendine

• compromissione dei movimenti del polso e del gomito; 

dolore irradiato nel braccio. 

Per queste sue caratteristiche, l’epicondilite tende a diventare cronica e deve essere trattata con prontezza, proprio allo scopo di scongiurare questa eventualità. 

Quali sono le cause dell’epicondilite? 

Ragazzo si mantiene il gomito dolorante

Come gran parte delle condizioni degenerative muscolo-scheletriche e articolari, anche l’epicondilite è causata da un sovraccarico funzionale: un uso eccessivo dell’articolazione del gomito può provocare il disturbo; tuttavia, la patologia può essere originata anche da un trauma

Per sua natura, l’epicondilite laterale si manifesta con maggiore frequenza in pazienti che si trovano a ripetere continuamente movimenti che interessano gomiti, polsi e mani, oppure debbono mantenere il gomito e il braccio in una posizione innaturale per lunghi lassi di tempo. Ciò può accadere svolgendo determinate attività sportive, come ci suggerisce il nome “gomito del tennista”, ma non solo: anche stare seduti a lungo davanti al computer può indurre l’epicondilite

Trattandosi si una patologia di tipo degenerativo, la prevenzione gioca un ruolo fondamentale: chi svolge attività che possono innescare questa condizione può evitarne l’insorgenza o rallentarne il progresso rivolgendosi prontamente al proprio medico e adottando misure profilattiche. 

I sintomi dell’epicondilite 

Il tuo corpo ti fornisce importanti campanelli d’allarme: ponendovi attenzione, potrai riconoscere l’epicondilite in fase iniziale e trattarla prima che si cronicizzi. Se tra i sintomi che stiamo per elencare ne riconosci qualcuno che ti ha interessato recentemente, non esitare a contattare il tuo medico. 

Nel caso dell’epicondilite laterale, il sintomo principale è il dolore. Sfortunatamente, si tratta di un disturbo particolarmente doloroso, ma proprio per questo i pazienti si sentono sollecitati a intraprendere tempestivamente un percorso di cura. In fase iniziale, la manifestazione dolorosa risulta circoscritta all’articolazione del gomito e si presenta solo quando si estende il polso o la mano contro una resistenza. Il dolore poi aumenta in seguito a sollecitazioni che riguardano i muscoli dell’avambraccio. 

Se in un primo momento il sintomo si presenta solo quando si effettuano dei movimenti, col progredire della condizione il dolore si irradia lungo il braccio, persistendo anche a riposo. Il dolore inoltre può essere accompagnato da formicolio alle braccia, gonfiore e rigidità delle articolazioni. 

Chi colpisce l’epicondilite? 

Ragazza gioca a tennis e si mantiene il gomito

Abbiamo visto come il gomito del tennista sia una condizione degenerativa provocata da determinati tipi di sollecitazione. Per questo è più facile riscontrarla in pazienti più anziani, ma può riguardare persone in tutte le fasce d’età a seconda del tipo di attività quotidianamente svolte. L’epicondilite riguarda più frequentemente il braccio dominante. 

In generale, chiunque compia un’attività ripetitiva che coinvolga torsione ed estensione del polso, sollevamento di pesi e sovraccarico dei muscoli dell’avambraccio, può manifestare l’epicondilite. In particolare, l’epicondilite laterale può riguardare atleti che praticano sport con racchetta (non solo il tennis) o sport da lancio, ma anche scherma o golf. 

Alcuni tipi di attività professionali e ricreative possono inoltre esporre al rischio di essere soggetti all’epicondilite laterale. Si parla di mestieri (per esempio il falegname o il carpentiere) o hobby (come suonare il violino o il  giardinaggio) in cui si abbia un’intensa sollecitazione del gomito e del polso o in cui si compiano movimenti ripetitivi delle mani e dei polsi. 

Prevenire il gomito del tennista 

La prevenzione è sempre la migliore alleata della tua salute. Soprattutto quando si parla di patologie legate all’usura delle articolazioni, è possibile tenere sotto controllo le proprie azioni e agire consapevolmente per circoscrivere i fattori di rischio. 

Per prevenire l’insorgere o il peggiorare dell’epicondilite laterale, la scelta migliore è ridurre al minimo attività che comportino sforzi eccessivi legati al movimento del braccio, oltre naturalmente ai traumi che possono provocare danni diretti. 

Naturalmente, la soluzione ideale sarebbe evitare in toto di sovraccaricare tendini e articolazioni, ma ciò non sempre è possibile, per ovvie ragioni. Se inizi ad avvertire i formicolii o i dolori descritti, prenota prontamente una visita di controllo. 

Come si diagnostica l’epicondilite laterale? 

Se i sintomi che abbiamo descritto ti sono familiari e sospetti di soffrire di epicondilite, il prossimo passo per liberarti da dolori e fastidi è rivolgerti a uno specialista per una diagnosi ufficiale e per la prescrizione della terapia³.

Per diagnosticare il gomito del tennista, il medico si basa principalmente sulla storia clinica del paziente e sulla visita specialistica; infatti, si tratta di una patologia per cui le indagini radiologiche non offrono solitamente informazioni di rilievo. 

Normalmente, il paziente manifesta dolore sul gomito laterale: a partire da questo sintomo, lo specialista effettuerà dei controlli, toccando la parte interessata per esaminarla ed eseguendo test di provocazione

Una volta verificata la presenza del disturbo, si potrà procedere allo step successivo: il suo trattamento.

Curare l’epicondilite con magnetoterapia e ultrasuonoterapia 

Dolcontrol e RigenAct per curare l'epicondilite

Come curare l’epicondilite? Oggi la medicina opta per un approccio principalmente conservativo, che impedisca al disturbo di progredire e cronicizzarsi. A tale scopo, si adottano vari strumenti: 

  • utilizzo di antinfiammatori; 
  • terapie fisiche, fisioterapia e stretching; 
  • riposo dell’arto

Tutto ciò ha l’importante obiettivo di incrementare l’elasticità del tendine e la vascolarizzazione. 

Tra gli strumenti più preziosi messi a tua disposizione dalla scienza per la diagnosi e il trattamento del gomito del tennista vi sono gli ultrasuoni⁴. Oggi il loro utilizzo in campo terapeutico consente di intervenire su un gran numero di patologie e disturbi, inclusa l’epicondilite laterale. Grazie a questo approccio è infatti  possibile ridurre efficacemente il sintomo doloroso e migliorare la mobilità dell’articolazione del gomito⁵.

Anche la magnetoterapia, grazie alla sua funzione antinfiammatoria, rappresenta una forma di fisioterapia che trova applicazione nel percorso di cura dell’epicondilite. Inoltre, trattandosi di un approccio tra i meno invasivi oggi disponibili, è adatto alla maggior parte dei pazienti.

Entrambi gli approcci dell’ultrasuonoterapia e della magnetoterapia rappresentano delle soluzioni efficaci, tecnologiche e senza effetti collaterali che ti permetteranno di compiere un vero e proprio viaggio di benessere per ritrovare la tua libertà di movimento. 

Il tuo medico di riferimento sarà in grado di preparare un piano per la cura dell’epicondilite in linea con le esigenze del tuo caso. 

Accogli il benessere a braccia aperte 

Grazie al progresso della medicina e della tecnologia, oggi la distanza che ti separa dal benessere si è accorciata di molti passi: avrai facilmente a disposizione gli strumenti che ti occorrono per trattare la tua epicondilite, anche a domicilio. Noi di 2A Group ti affiancheremo passo dopo passo, proponendo dispositivi moderni e d’avanguardia per l’ultrasuonoterapia e la magnetoterapia: contattaci dopo aver consultato il tuo medico e ti forniremo tutto ciò di cui hai bisogno. 

Fonti:

  1.  https://www1.racgp.org.au/ajgp/2020/november/lateral-epicondylitis/
  2.  https://www.humanitas.it/malattie/gomito-del-tennista-o-epicondilite/
  3. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1877056819302609?via%3Dihub%20-%20https://www1.racgp.org.au/ajgp/2020/november/lateral-epicondylitis/
  4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5367546/
  5. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7991874/

LA REPUBBLICA 2A GROUP RIVOLUZIONA LA CURA DELL’ARTROSI E DEL DOLORE MUSCOLO-SCHELETRICO CON I SUOI ELETTROMEDICALI EFFICACI, EFFICIENTI E ALTAMENTE TECNOLOGICI…

artrite reumatoide dalla diagnosi alla cura

Una vita serena e piena: questo è ciò che desideriamo per noi stessi e per le persone che ci stanno a cuore. Oggi la moderna medicina mette a disposizione numerosi strumenti che renderanno il tuo sogno una realtà tangibile per molti anni. Le patologie croniche, come l’artrite reumatoide, diventano giorno dopo giorno un ostacolo sempre più facile da aggirare grazie al progresso della scienza. Conoscere al meglio la natura del disturbo ti consentirà di individuare più facilmente il percorso terapeutico adatto e trarne il massimo giovamento. Segui i consigli e le indicazioni di chi, come 2A Group, ha fatto del trattamento dei dolori articolari la propria missione.

Cos’è l’artrite reumatoide?

Artrite reumatoide mani

Per impedire che l’artrite reumatoide ti blocchi devi prima di tutto conoscerla. Esistono infatti diversi tipi di malattie reumatiche croniche: un adeguato percorso di cura inizia, prima ancora che con la diagnosi, con la corretta identificazione dei sintomi.

Per cominciare il tuo trattamento col piede giusto, devi innanzitutto sapere che l’artrite reumatoide1 è una malattia infiammatoria cronica sistemica che va a interessare le articolazioni, sia grandi che piccole. Tra le varie forme di artrite infiammatoria esistenti è la più comune. Trattandosi di un disturbo molto diffuso, ha un grosso effetto sociale, che però può essere ridotto con la scelta della terapia più adeguata.

Già una prima osservazione delle articolazioni di una persona colpita da artrite reumatoide può farci intuire la natura della situazione: infatti queste, oltre a risultare dolenti, hanno un aspetto tumefatto e, col passare del tempo, possono deformarsi.

Diagnosticare l’artrite reumatoide con tempestività è importante non solo perché tu possa condurre una comoda e piena quotidianità, ma anche per la tua salute generale: questa patologia infatti può finire col coinvolgere anche i polmoni, gli occhi, i vasi sanguigni, la cute e le membrane sierose. Inoltre, è opportuno sapere che esistono anche due varianti dell’artrite reumatoide più rare, ma che bisogna essere in grado di identificare con prontezza qualora si manifestassero:

  1. la sindrome di Felty2, che comporta un ingrossamento della milza, la riduzione dei granulociti neutrofili all’emocromo e febbre;
  2. la sindrome di Caplan3, detta anche pneumoconiosi reumatoide.

La conoscenza di questa malattia infiammatoria cronica ti consentirà, qualora si dovesse presentare, di imboccare subito la strada giusta, rivolgendoti tempestivamente allo specialista più qualificato.

Quali sono le cause dell’artrite reumatoide?

Donna si tiene il ginocchio a causa di un dolore

Conoscere cosa può provocare l’insorgere di una malattia è un importante strumento che ci permette di scongiurarne la comparsa il più possibile. Anche laddove la causa fosse dovuta a fattori che non sono sotto il nostro controllo, come per esempio la predisposizione genetica, disporre di tutte le informazioni è comunque una risorsa valida che ci porterà a prestare la dovuta attenzione a eventuali campanelli d’allarme.

È questo il caso dell’artrite reumatoide, che, stando a quanto oggi riportato dagli studi medici, non ha un’unica causa.

Iniziamo col capire cosa sia l’artrite4, di cui l’artrite reumatoide è la forma più nota. Si tratta, come abbiamo visto, di una malattia infiammatoria che si manifesta soprattutto tramite dolore e gonfiore alle articolazioni. Questo si ripercuote naturalmente sulla mobilità, con conseguenze più o meno pesanti a seconda della gravità del caso. Si tende spesso a confondere l’artrite con l’artrosi ma, nell’ottica di imboccare il giusto percorso terapeutico, è molto importante fare chiarezza sulla differenza tra le due patologie e sulle cause della loro insorgenza.

L’artrosi è una malattia di tipo degenerativo che interessa le cartilagini delle articolazioni; di conseguenza, si manifesta il più delle volte intorno ai 50 anni. Al contrario, l’artrite ha natura autoimmune: ciò significa che può svilupparsi in pazienti di tutte le età, non essendo legata all’usura della cartilagine. Riconoscendola precocemente potrai contenere l’infiammazione e godere di un maggiore benessere.

Data la sua natura, l’artrite reumatoide non è riconducibile a una causa unica. Sono molti i fattori5 che possono intervenire5: sappiamo che, naturalmente, il disturbo si manifesta nelle persone geneticamente predisposte. Tuttavia, gli studi6 suggeriscono che l’attivazione immunitaria6 possa dipendere da un evento scatenante di tipo ambientale: in tal senso, non è detto che alla predisposizione corrisponda la risposta autoimmune.

Oggi sappiamo inoltre che esistono anche cause non genetiche che possono provocare l’insorgere dell’artrite reumatoide:

  1. il sesso biologico;
  2. le infezioni virali;
  3. il fumo;
  4. alcuni fattori ormonali;
  5. l’obesità.

Chi può contrarre l’artrite reumatoide?

Data la sua natura autoimmune, l’artrite reumatoide può riguardare pazienti in tutte le fasce di età. Non si tratta, come abbiamo visto, di una malattia degenerativa come l’artrosi, quindi la sua insorgenza non è necessariamente legata al naturale processo di invecchiamento. Tuttavia, l’infiammazione alle articolazioni data dall’artrite peggiora col passare del tempo: prestare attenzione ai campanelli d’allarme è quindi sempre la scelta giusta.

Il primo elemento da non trascurare è la genetica: se nella tua famiglia sono presenti casi di artrite reumatoide, non sottovalutare eventuali sintomi, così da intraprendere le cure mediche adeguate con la massima tempestività in caso si rivelassero necessarie.

Oltre alla familiarità esistono altri elementi che rendono più probabile l’insorgere dell’artrite reumatoide. Anche se può presentarsi a ogni età, come molte altre malattie anche l’artrite reumatoide riguarda specialmente la popolazione più anziana. Inoltre, il disturbo è più frequente nelle donne, nei fumatori e nelle persone affette da obesità.

Sintomi, esordio e progressione dell’artrite reumatoide

Ragazza si tiene la mano a causa di un dolore

Ogni disturbo, patologia o condizione può essere migliorato o addirittura sconfitto con la giusta cura. Intervenire con tempestività è sempre la soluzione di maggiore efficacia. Per questo è importante saper riconoscere i sintomi, così da poter ricevere una diagnosi di artrite reumatoide quando ancora la condizione infiammatoria è lieve. Se noti uno o più dei sintomi che trovi descritti di seguito, rivolgiti al più presto al tuo medico di fiducia.

L’ideale è accorgersi del manifestarsi dell’artrite reumatoide sin dal principio: le fasi iniziali della patologia comportano dolore e rigidità alle piccole articolazioni; si parla quindi delle mani o dei piedi, dei polsi o delle caviglie. Col progredire dell’infiammazione, verranno interessati anche gomiti, spalle, anche, ginocchia e in generale articolazioni di maggiori dimensioni.

È importante ricordare che si tratta di una malattia infiammatoria: i sintomi sono perciò quelli tipici delle infiammazioni, ovvero rossore, gonfiore, calore e dolore, con conseguente limitazione della mobilità delle articolazioni coinvolte. La rigidità articolare è presente soprattutto al momento del risveglio e, col progredire della malattia, può portare alla deformazione delle articolazioni e alla perdita di funzionalità – problemi che possono essere scongiurati con una diagnosi precoce e col giusto percorso terapeutico.

Anche una generale sensazione di malessere, un senso di affaticamento e la perdita dell’appetito sono elementi che, associati allo stato infiammatorio, devono destare l’attenzione del paziente. Trattandosi di una malattia sistemica, l’artrite reumatoide può provocare fibrosi polmonare, sierositi, vasculiti, nodulosi cutanea e degli organi interni, episcleriti e scleriti, amiloidosi.

Diagnosticare l’artrite reumatoide

Se hai notato la presenza dei sintomi appena descritti, il passo successivo per evitare l’accrescersi dell’infiammazione è contattare il medico per accertare la diagnosi di artrite reumatoide.

Per poter diagnosticare l’artrite reumatoide è necessario innanzitutto constatare la presenza di gonfiore, dolore e rigidità articolare, specialmente al mattino. Se questi sintomi sono presenti, il medico procederà col prescrivere gli esami per l’artrite reumatoide, ovvero:

  • esami di laboratorio per la rilevazione del fattore reumatoide, degli anticorpi CCP e per la misurazione del livello dello stato infiammatorio;
  • esami strumentali, ovvero RX per mani e piedi, MOC, risonanza magnetica ed ecografia articolare.

Laddove il progredire della malattia avesse interessato anche altre parti del corpo oltre le articolazioni, lo specialista provvederà anche a una eventuale spirometria, un ecocardiogramma o una tomografia computerizzata del torace.

Come trattare l’artrite reumatoide?

Il tuo medico ha accertato la diagnosi di artrite reumatoide: che fare? Non permettere a questa patologia di limitarti! Rivolgendoti a realtà che hanno fatto della cura delle patologie articolari il loro obiettivo potrai individuare facilmente il trattamento adatto per rimetterti in moto. 2A Group è pronta ad affiancarti assieme al tuo medico di fiducia, guidandoti nel prossimo step del tuo percorso: quello della cura.

Oggi l’unione tra medicina e tecnologia ha dato vita a due approcci terapeutici che potrai adottare per il trattamento dell’artrite reumatoide: l’ultrasuonoterapia e la magnetoterapia. Di cosa si tratta?

1.  Artrite reumatoide e ultrasuonoterapia

Dolcontrol per l'artrite

Il principio dietro gli ultrasuoni è noto alla scienza da ormai molto tempo: oggi possono essere utilizzati efficacemente per il trattamento dell’artrite reumatoide7.

La terapia a ultrasuoni rientra tra le terapie meccaniche: si impiega infatti un apposito manipolo che emette vibrazioni ad altissima frequenza. Applicando del gel per ecografie alla parte interessata e poggiandovi sopra il manipolo, è possibile trasmettere gli ultrasuoni ai tessuti profondi, riscaldandoli. Questo ha l’effetto di rilassare i muscoli, aumentare la vascolarizzazione e migliorare il metabolismo cellulare, con la conseguente riduzione dell’infiammazione.

Se in seguito agli esami hai riscontrato la presenza dell’artrite reumatoide, ti offriamo la possibilità di effettuare l’ultrasuonoterapia comodamente presso il tuo domicilio grazie a Dolcontrol. Questo dispositivo è un ottimo alleato per chi desidera alleviare il dolore e l’infiammazione causati dalle patologie muscolo scheletriche: praticità, efficienza, sicurezza e facilità di utilizzo lo rendono una scelta eccellente.

Grazie a questo dispositivo elettromedicale, potrai ridurre i tempi di recupero, accelerando il processo antinfiammatorio. Inoltre, il dispositivo è certificato dal Ministero della Salute e quindi idoneo per la detrazione fiscale come spesa medica.

2.  Artrite reumatoide e magnetoterapia

RigenAct per l'artrite

Un altro efficace rimedio per ridurre l’infiammazione da artrite reumatoide è quello offerto dalla magnetoterapia7. Gli impulsi elettromagnetici possono infatti essere sfruttati per alleviare i sintomi: ma come? Grazie all’interazione tra i campi magnetici pulsati e la struttura cellulare.

I vantaggi della magnetoterapia comprendono il recupero delle condizioni fisiologiche, la stimolazione della circolazione sanguigna e una conseguente maggiore ossigenazione dei tessuti. Il tutto produce un effetto analgesico e consente di ridurre lo stato infiammatorio.

Per la tua magnetoterapia a domicilio, 2A Group mette a tua disposizione RigenAct, un dispositivo con cui scoprirai quanto può essere pratico e confortevole trattare l’artrite reumatoide e ridurre l’infiammazione da artrite reumatoide senza rinunciare alle tue attività quotidiane, il tutto godendo dei vantaggi offerti dalla possibilità di selezionare impostazioni personalizzate. Come Dolcontrol, anche RigenAct è un dispositivo medico certificato dal Ministero della Salute.

Le terapie per spegnere la tua infiammazione

Ogni giorno è un viaggio: goditelo appieno passo dopo passo, movimento dopo movimento. Se hai già notato gonfiore, dolore e rigidità articolare, contatta il tuo specialista di riferimento per diagnosticare l’artrite reumatoide con tempestività.

Fonti:

  1. https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(01)06075-5/fulltext
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK546693/
  3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK499886/
  4. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/artrite?highlight=WyJhcnRyaXRlIl0=
  5. https://www.aafp.org/afp/2011/1201/p1245.html
  6. https://www.upmcchianciano.it/sintomi-cause-e-diagnosi-artrite-reumatoide/
  7. https://www.termedia.pl/The-use-of-magnetic-fields-in-treatment-of-patients-with-rheumatoid-arthritis-Review-of%20the-literature,18,28372,0,1.html
i benefici della magnetoterapia e dell’ultrasuonoterapia per l’artrosi

Tutti desideriamo condurre una quotidianità serena e indipendente: cosa fare quindi se subentra un  elemento di disturbo, come quello rappresentato dalle patologie croniche? Oggi la scienza ci viene in  soccorso, mettendo a nostra disposizione molti strumenti utili. Ma per poterli utilizzare correttamente occorre prima conoscere il problema. Ecco tutte le informazioni che ti occorrono su come combattere l’artrosi. 

Che cos’è l’artrosi? 

Anziano si tiene la mano a causa di un dolore

L’artrosi, detta anche osteoartrosi o osteoartrite, è la più comune tra le malattie reumatiche croniche: questa patologia degenerativa cronica ha un forte impatto sulla vita delle persone affette e, essendo tanto diffusa, della popolazione stessa. Tuttavia, nonostante il termine sia di uso comune, capita di confondere questo disturbo reumatico con altri simili, come ad esempio l’artrite. 

Per capire cos’è l’artrosi, occorre notare che si presenta in modo clinicamente eterogeneo e può riguardare ogni articolazione del corpo. Si caratterizza per un deterioramento progressivo di

cartilagine;

tessuto sinoviale, ovvero la membrana in cui l’articolazione è avvolta; 

osso subcondrale, che sta a contatto con la cartilagine stessa; 

capsula articolare

Questo comporta comunemente la comparsa di sintomi dolorosi, la cui frequenza tende ad aumentare col passare del tempo. Un altro campanello d’allarme è rappresentato dalla rigidità articolare, che si presenta specialmente al momento del risveglio o in seguito a un prolungato riposo. 

I sintomi e l’evoluzione dell’artrosi variano notevolmente di soggetto in soggetto, interferendo in modo diverso nella quotidianità: si potrà avere uno sviluppo rapido o un progresso lieve, dolori invalidanti oppure addirittura assenti per lunghi periodi di tempo. Anche le articolazioni interessate possono trovarsi in diverse parti del corpo, come la zona cervicale, il ginocchio, l’anca, la spalla, la schiena, le mani o i piedi. La varietà di  scenari possibili ci fa capire quanto sia importante trattare l’artrosi con trattamenti personalizzati, che tengano conto della specificità della situazione. 

Artrite e artrosi: qual è la differenza? 

Persona anziana si tiene il ginocchio a causa di un dolore

Per intraprendere un viaggio che ti consenta di tornare a vivere pienamente la tua vita, libero di muoverti e svolgere le tue attività preferite, riconoscere correttamente la natura della patologia reumatica è un passaggio fondamentale. Non bisogna quindi scambiare l’artrosi con un altro disturbo simile, ovvero l’artrite: vediamo come distinguerle

Cominciamo col capire cosa accomuni artrite e artrosi3. Si tratta in entrambi i casi di patologie reumatiche che interessano le articolazioni; inoltre, entrambe hanno manifestazioni dolorose e sono accompagnate da rigidità e limitazione dei movimenti delle parti interessate. Questi punti in comune possono portare a confondere l’una con l’altra, eppure è importante distinguere cos’è l’artrosi da cos’è l’artrite: in questo modo scegliere il rimedio adatto sarà più semplice e potrai trarne il massimo giovamento. 

La prima differenza rilevante tra artrite e artrosi riguarda l’età dei pazienti: l’artrite, essendo di origine autoimmune, può insorgere in ogni fase della vita, anche durante l’infanzia; l’artrosi ha invece una natura degenerativa e si presenta quindi solitamente superati i 45 e 50 anni

Anche i sintomi, che abbiamo visto essere simili, non sono identici. L’artrite porta a un’infiammazione delle articolazioni: si manifesta perciò con gonfiore, arrossamento, aumento della temperatura nella parte interessata e, in alcuni casi severi, anche con la deformazione dell’articolazione. 

L’artrosi non è invece una malattia infiammatoria, quindi non comporta il rossore e il gonfiore tipici in questi casi. Essendo causata dall’usura delle articolazioni, interessa di soggetto in soggetto le parti del corpo maggiormente sollecitate: a seconda del peso e delle attività praticate con maggiore frequenza può riguardare le ginocchia o le anche, le mani o la schiena, oppure altre zone del corpo. 

Le principali cause dell’artrosi 

Come abbiamo visto, l’artrosi è provocata dall’usura della cartilagine articolare. Tuttavia, l’artrosi sintomatica non è una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento. Cosa la causa quindi? Sono stati  individuati alcuni fattori di rischio che possono facilitare l’insorgere della patologia. Essi vengono suddivisi in tre categorie principali: 

1. i fattori genetici, ovvero la familiarità; 

2. i fattori costituzionali, come ad esempio l’invecchiamento, il sesso biologico (è più frequente nelle  femmine che nei maschi), l’obesità o la densità ossea; 

3. i fattori locali, solitamente biomeccanici, per esempio le lesioni o i male-allineamenti articolari o l’uso prolungato dell’articolazione, per esempio nel lavoro o nell’attività sportiva. 

È possibile quindi, al fine di prevenire l’artrosi, intervenire su alcuni di questi fattori, come quelli di tipo ambientale o legati al proprio stile di vita: porre attenzione ad alcune situazioni ti consentirà di ridurre i rischi, traendone grande beneficio a lungo termine. 

Artrosi: quali sono i sintomi? 

Persona anziana si tiene il gomito a causa di un dolore

Un elemento chiave per condurre una quotidianità libera da impedimenti per tutta la vita è riconoscere i sintomi dell’artrosi quando si manifestano. Oggi la medicina offre numerosi rimedi, ma per poterne trarre giovamento bisogna sapere quando è il momento di intervenire. Abbiamo visto come l’artrosi abbia manifestazioni dolorose e come porti all’irrigidimento articolare, ma cos’altro è opportuno sapere? 

I dolori causati dall’artrosi sono di tipo meccanico: aumenteranno quindi con l’esercizio o caricando del peso sull’articolazione interessata; al contrario, potranno attenuarsi a riposo. Un altro elemento da tenere sotto controllo sono gli eventuali rumori emessi dall’articolazione all’inizio del movimento. 

L’artrosi delle mani può manifestarsi in modo particolare: può capitare infatti che appaiano delle piccolissime deformazioni sulle dita, che possono a loro volta provocare una limitazione del movimento. Anche l’artrosi della colonna vertebrale causa la formazione di osteofiti sulle vertebre, irritando alcuni nervi e provocando quindi manifestazioni dolorose. 

La diagnosi dell’artrosi 

Se hai notato alcuni dei sintomi appena descritti, puoi rivolgerti al medico di fiducia per una diagnosi accurata e quindi per decidere come trattare l’artrosi. Durante la visita, si procede a verificare se vi siano articolazioni limitate nel movimento o che presentino le piccole deformazioni illustrate in precedenza. 

Un valido alleato nella diagnosi dell’artrosi è la radiografia: infatti, non sempre chi è affetto da artrosi  presenta i sintomi, come il dolore o la rigidità. Tuttavia, un esame radiografico può scacciare ogni dubbio: mette in evidenza l’avvenuta riduzione dello spazio tra le articolazioni, indicando che la cartilagine si è assottigliata. 

Come combattere l’artrosi 

La diagnosi dell’artrosi non è un punto di arrivo: oggi la scienza e la tecnologia mettono a tua disposizione efficaci rimedi, grazie ai quali non dovrai rinunciare a raggiungere nuovi traguardi. 

2A Group è una realtà che si impegna per offrire nuove soluzioni per il trattamento dell’artrosi, affidandosi a quanto riportato dagli studi recenti. Potrai raggiungere ottimi risultati grazie all’aiuto di magnetoterapia e ultrasuonoterapia, che consentono di liberarsi del dolore in poco tempo, senza incorrere negli effetti collaterali tipici degli antinfiammatori e degli antidolorifici. 

1. Trattare l’artrosi con la magnetoterapia 

Rigenact per l'artrosi

Tra i rimedi per l’artrosi oggi offerti dalla moderna medicina spicca la magnetoterapia, la cui efficacia è  supportata da studi del settore. In che cosa consiste? 

Come il suo stesso nome suggerisce, la magnetoterapia utilizza gli impulsi elettromagnetici per alleviare i sintomi provocati da stati infiammatori e patologie ossee, tra cui appunto l’artrosi. L’interazione tra i campi  magnetici pulsati e la struttura cellulare favorisce il recupero delle condizioni fisiologiche. Ma i vantaggi non si fermano qui: si stimola la circolazione sanguigna, comportando una migliore ossigenazione dei tessuti. Il  risultato è un effetto analgesico, una riduzione dell’infiammazione e uno stimolo nel riassorbimento degli edemi. 

Come combattere l’artrosi con la magnetoterapia? Suggeriamo l’utilizzo di RigenAct portatile: un dispositivo di piccole dimensioni e alimentato a batteria, che consente di godere dei benefici della magnetoterapia senza rinunciare alla comodità. Infatti, in questo modo si ha una rapida riduzione del dolore causato dall’artrosi, mantenendo in ogni momento la libertà di movimento a noi tanto cara. Inoltre, si tratta di un dispositivo medico certificato dal Ministero della Salute. 

Ricevere un trattamento per l’artrosi personalizzata è importante: RigenAct portatile può essere impostato in base alle tue esigenze, così da raggiungere gli obiettivi prefissati nel minor tempo possibile. 

2. Trattare l’artrosi con l’ultrasuonoterapia 

Dolcontrol per l'artrosi

Anche l’ultrasuonoterapia si è rivelata una valida alleata per l’artrosi: si tratta di un principio fisico ormai ben noto alla scienza, che ha nel tempo trovato numerosi ambiti di applicazione. 

In questo caso, abbiamo quella che viene definita una terapia  meccanica: l’obiettivo viene raggiunto grazie a un manipolo che vibra ad altissima frequenza. Appoggiando il manipolo sulla parte interessata, con l’aiuto di un po’ di gel per ecografie precedentemente applicato, si possono trasmettere gli ultrasuoni ai tessuti profondi, ottenendo un effetto termico. I benefici? L’aumento della vascolarizzazione, del metabolismo cellulare e del rilassamento muscolare. 

2A Group applica l’ultrasuonoterapia al trattamento dell’artrosi grazie a Dolcontrol11: un apparecchio elettromedicale pensato appositamente per l’ultrasuonoterapia domiciliare. Uno strumento che consente di alleviare facilmente i dolori muscolo-scheletrici provocati dall’artrosi, ma anche dall’artrite o dalla cervicale. 

Dolcontrol è pratico, efficace, sicuro e semplice da utilizzare: grazie a un dispositivo di soli 80 grammi potrete vedere accelerati i processi riparativi e antinfiammatori, riducendo i tempi di recupero. Come RigenAct, anche Dolcontrol è stato certificato dal Ministero della Salute, divenendo idoneo per la detrazione fiscale come spesa medica. 

Liberi di viaggiare verso nuovi traguardi 

Non lasciare che l’artrosi metta limiti alla tua vita, al tuo viaggio e al tuo percorso: grazie al rimedio adatto alle tue esigenze, contrasterai efficacemente i sintomi, tornando a godere di un’ottima mobilità articolare nel minor tempo possibile. Una soluzione tecnologica e innovativa senza gli effetti collaterali tipici dei farmaci. Ricorda che siamo al tuo fianco per supportarti in questo percorso, dandoti ogni informazione utile su come affrontare l’artrosi e dare finalmente sollievo al tuo corpo dai dolori articolari.

Fonti:

  1. https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1568997218302088?via%3Dihub
  2. https://www.sciencedirect.com/topics/immunology-and-microbiology/osteoarthritis
  3. https://www.humanitas.it/news/artrite-e-artrosi-quali-differenze/
  4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK333078/#ch1.s2
  5. https://www.humanitas.it/malattie/artrosi
  6. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK333067/
  7. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S096522991300126X?via%3Dihub
  8. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK547717/https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jum.15866

La Settimana Internazionale del Sordo: diritti delle lingue dei segni per TUTTI

La Settimana Internazionale del Sordo: diritti delle lingue dei segni per TUTTI


2A Group nasce ad Amalfi, nel cuore della divina Costiera Amalfitana, nel 2009, come azienda operante nel campo delle apparecchiature elettromedicali. Gestita dalla Ceo Stefania Anastasio e dal Direttore Commerciale F. Davide Arianna, il cuore pulsante dell’azienda è la rete di consulenti che si muove sul territorio nazionale per promuovere i devices, offrendo, inoltre, prove gratuite che permettono di testare in prima persona la qualità e l’efficacia degli elettro-medicali aziendali. Internamente all’azienda, è stato sviluppato un reparto dedicato al marketing, all’amministrazione, al customer service e alla logistica. Un team completo e professionale che gestisce la 2A Group a 360° gradi per offrire servizi su misura e per andare incontro alle esigenze dei clienti. L’idea di creare 2A Group nasce dalla passione per le tematiche legate al dolore, un argomento vissuto in prima persona, che oggi è diventata la mission aziendale e dalla convinzione che l’home care rappresenti il futuro nel nostro modo di “curarci” in un’Italia dove lelunghe liste d’attesa sono all’ordine del giorno, in particolare in questo periodo di emergenza sanitaria derivante dal Covid-19. 2A Group si rivolge a tutti coloro che soffrono di dolori osteo-articolari, muscolari e tendinei, soprattutto persone anziane. Purtroppo, talvolta, il dolore riguarda anche adulti dai 45 anni in su, persone con fratture o affette da patologie
neuromotorie o anche soggetti con patologie croniche legate alla professione. Da sempre la mission aziendale nonchè il motore vitale dell’attività è stata ridare loro l’indipendenza e la libertà di movimento. L’azienda offre i propri servizi anche a centri medici, cliniche private, centri fisioterapici, medici, farmacie e liberi professionisti desiderosi di lavorare con apparecchiature all’avanguardia e tecnologicamente avanzate.

I servizi erogati sono:
Vendita e noleggio dei devices
Assistenza tecnica a domicilio o telefonica entro 24h dalla richiesta
Riparazione di eventuali danni o sostituzione dell’apparecchio entro le 48 ore
Ritiro e smaltimento di dispositivi usati ed obsoleti.

L’azienda, inoltre, offre la possibilità di pagamenti personalizzati per soddisfare le esigenze di ogni cliente.
Punto di forza dell’azienda è il device Dolcontrol, l’elettromedicale di punta di 2A Group che ha riscosso importanti risultati in ambito terapeutico. È un elettromedicale di ultrasuonoterapia domiciliare studiato dall’azienda per offrire il massimo in termini di efficacia, sicurezza e facilità nell’utilizzo.

È realizzato per combattere dolori da artrosi, artrite, infiammazioni muscolari e tendinee. È dotato di un grande display grafico e può essere comodamente e facilmente usato a domicilio. È certificato dal Ministero della Salute e può essere portato in detrazione come spesa medica. Dolcontrol è l’alleato della salute e con lui si può dire: “Stop ai dolori, sì alla libertà e all’indipendenza!”.
La sede di 2A Group è in Campania, ma l’azienda opera ed è riconosciuta in tutta Italia, grazie ad una fitta rete di consulenti che raggiunge tutti i clienti interessati ai devices per merito della pubblicità in TV, della comunicazione online e del passaparola di clienti felici e soddisfatti che grazie all’utilizzo dei devices hanno alleviato le problematiche legate al dolore.

 

 

Fonte: Repubblica.it

 

 

La donazione da parte di 2A GROUP al reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Cotugno di Napoli di cinque dispositivi medici RigenAct magnetoterapia permetterà all’equipe del dottore Giuseppe Fiorentino, di poter valutare un aiuto al miglioramento dei sintomi legati al virus SARS-COV-2 mediante queste straordinarie tecnologie mediche.

Amalfi 26 maggio 2021. Stefania Anastasio, CEO di 2A GROUP medical supplies, ha donato cinque dispositivi medici RigenAct magnetoterapia all’Azienda Ospedaliera dei Colli nell’ottica di voler combattere insieme questa battaglia volta a sconfiggere la pandemia.

Grazie alla direzione strategica dell’AO dei Colli, che ha accolto con piacere la proposta di donazione intravedendo le potenzialità delle sinergie mediche interdisciplinari e al dottore Giuseppe Fiorentino, direttore della UOC di Fisiopatologia respiratoria dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, che ha scelto di provare nuove tecniche riabilitative mai usate prima d’ora ben consapevole che la medicina ha bisogno di ricerca, innovazione, investimenti e donazioni.

I dispositivi medici RigenAct coadiuveranno le terapie ospedaliere per la cura dei sintomi SARS COVID 19. Tali dispositivi interagiscono con le cellule dell’organismo inducendo un effetto rigenerativo immediato. Si valuterà, successivamente alle applicazioni, il miglioramento della circolazione sanguigna, la riduzione dei tempi di decorso della malattia e dei suoi sintomi più rilevanti quali i focolai da polmonite bilaterale e i successivi danni polmonari.

Il 7 giugno 2021 i 5 device RigenAct saranno collocati presso l’Ospedale Cotugno, in via G. Quagliariello, 54 – Napoli, alla presenza dello staff incaricato dal dr. Giuseppe Fiorentino e della Direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, ed entreranno in operatività il prima possibile sui pazienti.

Il CEO Stefania Anastasio è certa che questo gesto possa portare grandi risultati alla lotta al virus SARS COVID 19: “2A GROUP da sempre mette al centro la salute del paziente, ed è proprio in questo momento difficile che ho sentito la necessità di dare un contributo tecnologico agli Ospedali che si sono accollati da soli il peso enorme della gestione dei milioni di casi SARS-COV-2. E’ a loro che chiedo di sfruttare al massimo la mia tecnologia con i device RigenAct per valutare, anche in questo campo, gli straordinari successi che già certifichiamo nella cura di patologie osteoarticolari, muscolari e tendinee con riduzione dei tempi di guarigione e miglioramento dei sintomi correlati. Certa che questa tecnologia unita alla straordinaria professionalità del personale sanitario possa, soprattutto nei pazienti affetti da COVID 19, dare il massimo in termini di miglioramento.”

2A GROUP medical supplies www.2agroup.it

Ufficio Comunicazione:

Guido Di Gregorio, guidodigregorio@2agroup.it 3914202279 – 0818201417

GUARISCE DAL TREMORE DELLA MANO SENZA INTERVENTO: SUCCEDE AL POLICLINICO

PALERMO. Un paziente e’ guarito dal tremore della mano, malattia del sistema nervoso molto comune, senza intervento chirurgico, ma grazie agli ultrasuoni.  La tecnica innovativa al Policlinico di Palermo.

fonte: tgs.gds.it