epicondilite laterale cause, sintomi e cure

A chi non è mai capitato di sentir usare l’espressione “gomito del tennista”? Con essa si fa riferimento a un disturbo chiamato epicondilite, che riguarda proprio il gomito. Ma il suo nome, nato perché l’attività del tennis mette sotto pressione l’articolazione del gomito, ci dà immediatamente un’idea di ciò che questa patologia va a limitare: la nostra libertà di movimento. 

Scegliere il trattamento più adatto per la tua epicondilite laterale ti consentirà di liberarti dal dolore e tornare a svolgere le tue attività preferite. Noi di 2A Group siamo a tua disposizione per fornirti tutte le informazioni che ti occorrono per riconoscere i sintomi dell’epicondilite, individuarne le cause e selezionare il percorso terapeutico più consono con l’aiuto del tuo medico di fiducia. 

Cos’è l’epicondilite, o “gomito del tennista” 

Uomo si mantiene il gomito dolorante

Iniziamo col capire di cosa parliamo quando usiamo il termine “epicondilite” o “gomito del tennista”. L’epicondilite laterale è un disturbo piuttosto comune¹: infatti, colpisce una media di 4-7 persone su 1000in Italia in particolare, interessa una fetta della popolazione compresa tra l’1% e il 3%, specialmente con età compresa tra i 25 e i 60 anni². Come il suo stesso nome suggerisce, l’epicondilite laterale è un disturbo a carico del gomito provocato dalla degenerazione del tendine e dalla sua inserzione ossea sull’epicondilo omerale, ovvero la sporgenza ossea terminale dell’omero presente nel gomito. La sua origine si deve al sovraccarico tendineo, causato da una continua sollecitazione dei muscoli epicondiloidei: parliamo quindi di quei muscoli che consentono di estendere il polso e le dita delle mani. 

La condizione comporta un’infiammazione, che si origina quando i tendini, per via della degenerazione, si ritrovano ad avere le fibre elastiche scompaginate. L’epicondilite appartiene quindi al gruppo delle patologie degenerative. Il disturbo comporta: 

perdita di elasticità del tendine

• compromissione dei movimenti del polso e del gomito; 

dolore irradiato nel braccio. 

Per queste sue caratteristiche, l’epicondilite tende a diventare cronica e deve essere trattata con prontezza, proprio allo scopo di scongiurare questa eventualità. 

Quali sono le cause dell’epicondilite? 

Ragazzo si mantiene il gomito dolorante

Come gran parte delle condizioni degenerative muscolo-scheletriche e articolari, anche l’epicondilite è causata da un sovraccarico funzionale: un uso eccessivo dell’articolazione del gomito può provocare il disturbo; tuttavia, la patologia può essere originata anche da un trauma

Per sua natura, l’epicondilite laterale si manifesta con maggiore frequenza in pazienti che si trovano a ripetere continuamente movimenti che interessano gomiti, polsi e mani, oppure debbono mantenere il gomito e il braccio in una posizione innaturale per lunghi lassi di tempo. Ciò può accadere svolgendo determinate attività sportive, come ci suggerisce il nome “gomito del tennista”, ma non solo: anche stare seduti a lungo davanti al computer può indurre l’epicondilite

Trattandosi si una patologia di tipo degenerativo, la prevenzione gioca un ruolo fondamentale: chi svolge attività che possono innescare questa condizione può evitarne l’insorgenza o rallentarne il progresso rivolgendosi prontamente al proprio medico e adottando misure profilattiche. 

I sintomi dell’epicondilite 

Il tuo corpo ti fornisce importanti campanelli d’allarme: ponendovi attenzione, potrai riconoscere l’epicondilite in fase iniziale e trattarla prima che si cronicizzi. Se tra i sintomi che stiamo per elencare ne riconosci qualcuno che ti ha interessato recentemente, non esitare a contattare il tuo medico. 

Nel caso dell’epicondilite laterale, il sintomo principale è il dolore. Sfortunatamente, si tratta di un disturbo particolarmente doloroso, ma proprio per questo i pazienti si sentono sollecitati a intraprendere tempestivamente un percorso di cura. In fase iniziale, la manifestazione dolorosa risulta circoscritta all’articolazione del gomito e si presenta solo quando si estende il polso o la mano contro una resistenza. Il dolore poi aumenta in seguito a sollecitazioni che riguardano i muscoli dell’avambraccio. 

Se in un primo momento il sintomo si presenta solo quando si effettuano dei movimenti, col progredire della condizione il dolore si irradia lungo il braccio, persistendo anche a riposo. Il dolore inoltre può essere accompagnato da formicolio alle braccia, gonfiore e rigidità delle articolazioni. 

Chi colpisce l’epicondilite? 

Ragazza gioca a tennis e si mantiene il gomito

Abbiamo visto come il gomito del tennista sia una condizione degenerativa provocata da determinati tipi di sollecitazione. Per questo è più facile riscontrarla in pazienti più anziani, ma può riguardare persone in tutte le fasce d’età a seconda del tipo di attività quotidianamente svolte. L’epicondilite riguarda più frequentemente il braccio dominante. 

In generale, chiunque compia un’attività ripetitiva che coinvolga torsione ed estensione del polso, sollevamento di pesi e sovraccarico dei muscoli dell’avambraccio, può manifestare l’epicondilite. In particolare, l’epicondilite laterale può riguardare atleti che praticano sport con racchetta (non solo il tennis) o sport da lancio, ma anche scherma o golf. 

Alcuni tipi di attività professionali e ricreative possono inoltre esporre al rischio di essere soggetti all’epicondilite laterale. Si parla di mestieri (per esempio il falegname o il carpentiere) o hobby (come suonare il violino o il  giardinaggio) in cui si abbia un’intensa sollecitazione del gomito e del polso o in cui si compiano movimenti ripetitivi delle mani e dei polsi. 

Prevenire il gomito del tennista 

La prevenzione è sempre la migliore alleata della tua salute. Soprattutto quando si parla di patologie legate all’usura delle articolazioni, è possibile tenere sotto controllo le proprie azioni e agire consapevolmente per circoscrivere i fattori di rischio. 

Per prevenire l’insorgere o il peggiorare dell’epicondilite laterale, la scelta migliore è ridurre al minimo attività che comportino sforzi eccessivi legati al movimento del braccio, oltre naturalmente ai traumi che possono provocare danni diretti. 

Naturalmente, la soluzione ideale sarebbe evitare in toto di sovraccaricare tendini e articolazioni, ma ciò non sempre è possibile, per ovvie ragioni. Se inizi ad avvertire i formicolii o i dolori descritti, prenota prontamente una visita di controllo. 

Come si diagnostica l’epicondilite laterale? 

Se i sintomi che abbiamo descritto ti sono familiari e sospetti di soffrire di epicondilite, il prossimo passo per liberarti da dolori e fastidi è rivolgerti a uno specialista per una diagnosi ufficiale e per la prescrizione della terapia³.

Per diagnosticare il gomito del tennista, il medico si basa principalmente sulla storia clinica del paziente e sulla visita specialistica; infatti, si tratta di una patologia per cui le indagini radiologiche non offrono solitamente informazioni di rilievo. 

Normalmente, il paziente manifesta dolore sul gomito laterale: a partire da questo sintomo, lo specialista effettuerà dei controlli, toccando la parte interessata per esaminarla ed eseguendo test di provocazione

Una volta verificata la presenza del disturbo, si potrà procedere allo step successivo: il suo trattamento.

Curare l’epicondilite con magnetoterapia e ultrasuonoterapia 

Dolcontrol e RigenAct per curare l'epicondilite

Come curare l’epicondilite? Oggi la medicina opta per un approccio principalmente conservativo, che impedisca al disturbo di progredire e cronicizzarsi. A tale scopo, si adottano vari strumenti: 

  • utilizzo di antinfiammatori; 
  • terapie fisiche, fisioterapia e stretching; 
  • riposo dell’arto

Tutto ciò ha l’importante obiettivo di incrementare l’elasticità del tendine e la vascolarizzazione. 

Tra gli strumenti più preziosi messi a tua disposizione dalla scienza per la diagnosi e il trattamento del gomito del tennista vi sono gli ultrasuoni⁴. Oggi il loro utilizzo in campo terapeutico consente di intervenire su un gran numero di patologie e disturbi, inclusa l’epicondilite laterale. Grazie a questo approccio è infatti  possibile ridurre efficacemente il sintomo doloroso e migliorare la mobilità dell’articolazione del gomito⁵.

Anche la magnetoterapia, grazie alla sua funzione antinfiammatoria, rappresenta una forma di fisioterapia che trova applicazione nel percorso di cura dell’epicondilite. Inoltre, trattandosi di un approccio tra i meno invasivi oggi disponibili, è adatto alla maggior parte dei pazienti.

Entrambi gli approcci dell’ultrasuonoterapia e della magnetoterapia rappresentano delle soluzioni efficaci, tecnologiche e senza effetti collaterali che ti permetteranno di compiere un vero e proprio viaggio di benessere per ritrovare la tua libertà di movimento. 

Il tuo medico di riferimento sarà in grado di preparare un piano per la cura dell’epicondilite in linea con le esigenze del tuo caso. 

Accogli il benessere a braccia aperte 

Grazie al progresso della medicina e della tecnologia, oggi la distanza che ti separa dal benessere si è accorciata di molti passi: avrai facilmente a disposizione gli strumenti che ti occorrono per trattare la tua epicondilite, anche a domicilio. Noi di 2A Group ti affiancheremo passo dopo passo, proponendo dispositivi moderni e d’avanguardia per l’ultrasuonoterapia e la magnetoterapia: contattaci dopo aver consultato il tuo medico e ti forniremo tutto ciò di cui hai bisogno. 

Fonti:

  1.  https://www1.racgp.org.au/ajgp/2020/november/lateral-epicondylitis/
  2.  https://www.humanitas.it/malattie/gomito-del-tennista-o-epicondilite/
  3. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1877056819302609?via%3Dihub%20-%20https://www1.racgp.org.au/ajgp/2020/november/lateral-epicondylitis/
  4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5367546/
  5. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7991874/

artrite reumatoide dalla diagnosi alla cura

Una vita serena e piena: questo è ciò che desideriamo per noi stessi e per le persone che ci stanno a cuore. Oggi la moderna medicina mette a disposizione numerosi strumenti che renderanno il tuo sogno una realtà tangibile per molti anni. Le patologie croniche, come l’artrite reumatoide, diventano giorno dopo giorno un ostacolo sempre più facile da aggirare grazie al progresso della scienza. Conoscere al meglio la natura del disturbo ti consentirà di individuare più facilmente il percorso terapeutico adatto e trarne il massimo giovamento. Segui i consigli e le indicazioni di chi, come 2A Group, ha fatto del trattamento dei dolori articolari la propria missione.

Cos’è l’artrite reumatoide?

Artrite reumatoide mani

Per impedire che l’artrite reumatoide ti blocchi devi prima di tutto conoscerla. Esistono infatti diversi tipi di malattie reumatiche croniche: un adeguato percorso di cura inizia, prima ancora che con la diagnosi, con la corretta identificazione dei sintomi.

Per cominciare il tuo trattamento col piede giusto, devi innanzitutto sapere che l’artrite reumatoide1 è una malattia infiammatoria cronica sistemica che va a interessare le articolazioni, sia grandi che piccole. Tra le varie forme di artrite infiammatoria esistenti è la più comune. Trattandosi di un disturbo molto diffuso, ha un grosso effetto sociale, che però può essere ridotto con la scelta della terapia più adeguata.

Già una prima osservazione delle articolazioni di una persona colpita da artrite reumatoide può farci intuire la natura della situazione: infatti queste, oltre a risultare dolenti, hanno un aspetto tumefatto e, col passare del tempo, possono deformarsi.

Diagnosticare l’artrite reumatoide con tempestività è importante non solo perché tu possa condurre una comoda e piena quotidianità, ma anche per la tua salute generale: questa patologia infatti può finire col coinvolgere anche i polmoni, gli occhi, i vasi sanguigni, la cute e le membrane sierose. Inoltre, è opportuno sapere che esistono anche due varianti dell’artrite reumatoide più rare, ma che bisogna essere in grado di identificare con prontezza qualora si manifestassero:

  1. la sindrome di Felty2, che comporta un ingrossamento della milza, la riduzione dei granulociti neutrofili all’emocromo e febbre;
  2. la sindrome di Caplan3, detta anche pneumoconiosi reumatoide.

La conoscenza di questa malattia infiammatoria cronica ti consentirà, qualora si dovesse presentare, di imboccare subito la strada giusta, rivolgendoti tempestivamente allo specialista più qualificato.

Quali sono le cause dell’artrite reumatoide?

Donna si tiene il ginocchio a causa di un dolore

Conoscere cosa può provocare l’insorgere di una malattia è un importante strumento che ci permette di scongiurarne la comparsa il più possibile. Anche laddove la causa fosse dovuta a fattori che non sono sotto il nostro controllo, come per esempio la predisposizione genetica, disporre di tutte le informazioni è comunque una risorsa valida che ci porterà a prestare la dovuta attenzione a eventuali campanelli d’allarme.

È questo il caso dell’artrite reumatoide, che, stando a quanto oggi riportato dagli studi medici, non ha un’unica causa.

Iniziamo col capire cosa sia l’artrite4, di cui l’artrite reumatoide è la forma più nota. Si tratta, come abbiamo visto, di una malattia infiammatoria che si manifesta soprattutto tramite dolore e gonfiore alle articolazioni. Questo si ripercuote naturalmente sulla mobilità, con conseguenze più o meno pesanti a seconda della gravità del caso. Si tende spesso a confondere l’artrite con l’artrosi ma, nell’ottica di imboccare il giusto percorso terapeutico, è molto importante fare chiarezza sulla differenza tra le due patologie e sulle cause della loro insorgenza.

L’artrosi è una malattia di tipo degenerativo che interessa le cartilagini delle articolazioni; di conseguenza, si manifesta il più delle volte intorno ai 50 anni. Al contrario, l’artrite ha natura autoimmune: ciò significa che può svilupparsi in pazienti di tutte le età, non essendo legata all’usura della cartilagine. Riconoscendola precocemente potrai contenere l’infiammazione e godere di un maggiore benessere.

Data la sua natura, l’artrite reumatoide non è riconducibile a una causa unica. Sono molti i fattori5 che possono intervenire5: sappiamo che, naturalmente, il disturbo si manifesta nelle persone geneticamente predisposte. Tuttavia, gli studi6 suggeriscono che l’attivazione immunitaria6 possa dipendere da un evento scatenante di tipo ambientale: in tal senso, non è detto che alla predisposizione corrisponda la risposta autoimmune.

Oggi sappiamo inoltre che esistono anche cause non genetiche che possono provocare l’insorgere dell’artrite reumatoide:

  1. il sesso biologico;
  2. le infezioni virali;
  3. il fumo;
  4. alcuni fattori ormonali;
  5. l’obesità.

Chi può contrarre l’artrite reumatoide?

Data la sua natura autoimmune, l’artrite reumatoide può riguardare pazienti in tutte le fasce di età. Non si tratta, come abbiamo visto, di una malattia degenerativa come l’artrosi, quindi la sua insorgenza non è necessariamente legata al naturale processo di invecchiamento. Tuttavia, l’infiammazione alle articolazioni data dall’artrite peggiora col passare del tempo: prestare attenzione ai campanelli d’allarme è quindi sempre la scelta giusta.

Il primo elemento da non trascurare è la genetica: se nella tua famiglia sono presenti casi di artrite reumatoide, non sottovalutare eventuali sintomi, così da intraprendere le cure mediche adeguate con la massima tempestività in caso si rivelassero necessarie.

Oltre alla familiarità esistono altri elementi che rendono più probabile l’insorgere dell’artrite reumatoide. Anche se può presentarsi a ogni età, come molte altre malattie anche l’artrite reumatoide riguarda specialmente la popolazione più anziana. Inoltre, il disturbo è più frequente nelle donne, nei fumatori e nelle persone affette da obesità.

Sintomi, esordio e progressione dell’artrite reumatoide

Ragazza si tiene la mano a causa di un dolore

Ogni disturbo, patologia o condizione può essere migliorato o addirittura sconfitto con la giusta cura. Intervenire con tempestività è sempre la soluzione di maggiore efficacia. Per questo è importante saper riconoscere i sintomi, così da poter ricevere una diagnosi di artrite reumatoide quando ancora la condizione infiammatoria è lieve. Se noti uno o più dei sintomi che trovi descritti di seguito, rivolgiti al più presto al tuo medico di fiducia.

L’ideale è accorgersi del manifestarsi dell’artrite reumatoide sin dal principio: le fasi iniziali della patologia comportano dolore e rigidità alle piccole articolazioni; si parla quindi delle mani o dei piedi, dei polsi o delle caviglie. Col progredire dell’infiammazione, verranno interessati anche gomiti, spalle, anche, ginocchia e in generale articolazioni di maggiori dimensioni.

È importante ricordare che si tratta di una malattia infiammatoria: i sintomi sono perciò quelli tipici delle infiammazioni, ovvero rossore, gonfiore, calore e dolore, con conseguente limitazione della mobilità delle articolazioni coinvolte. La rigidità articolare è presente soprattutto al momento del risveglio e, col progredire della malattia, può portare alla deformazione delle articolazioni e alla perdita di funzionalità – problemi che possono essere scongiurati con una diagnosi precoce e col giusto percorso terapeutico.

Anche una generale sensazione di malessere, un senso di affaticamento e la perdita dell’appetito sono elementi che, associati allo stato infiammatorio, devono destare l’attenzione del paziente. Trattandosi di una malattia sistemica, l’artrite reumatoide può provocare fibrosi polmonare, sierositi, vasculiti, nodulosi cutanea e degli organi interni, episcleriti e scleriti, amiloidosi.

Diagnosticare l’artrite reumatoide

Se hai notato la presenza dei sintomi appena descritti, il passo successivo per evitare l’accrescersi dell’infiammazione è contattare il medico per accertare la diagnosi di artrite reumatoide.

Per poter diagnosticare l’artrite reumatoide è necessario innanzitutto constatare la presenza di gonfiore, dolore e rigidità articolare, specialmente al mattino. Se questi sintomi sono presenti, il medico procederà col prescrivere gli esami per l’artrite reumatoide, ovvero:

  • esami di laboratorio per la rilevazione del fattore reumatoide, degli anticorpi CCP e per la misurazione del livello dello stato infiammatorio;
  • esami strumentali, ovvero RX per mani e piedi, MOC, risonanza magnetica ed ecografia articolare.

Laddove il progredire della malattia avesse interessato anche altre parti del corpo oltre le articolazioni, lo specialista provvederà anche a una eventuale spirometria, un ecocardiogramma o una tomografia computerizzata del torace.

Come trattare l’artrite reumatoide?

Il tuo medico ha accertato la diagnosi di artrite reumatoide: che fare? Non permettere a questa patologia di limitarti! Rivolgendoti a realtà che hanno fatto della cura delle patologie articolari il loro obiettivo potrai individuare facilmente il trattamento adatto per rimetterti in moto. 2A Group è pronta ad affiancarti assieme al tuo medico di fiducia, guidandoti nel prossimo step del tuo percorso: quello della cura.

Oggi l’unione tra medicina e tecnologia ha dato vita a due approcci terapeutici che potrai adottare per il trattamento dell’artrite reumatoide: l’ultrasuonoterapia e la magnetoterapia. Di cosa si tratta?

1.  Artrite reumatoide e ultrasuonoterapia

Dolcontrol per l'artrite

Il principio dietro gli ultrasuoni è noto alla scienza da ormai molto tempo: oggi possono essere utilizzati efficacemente per il trattamento dell’artrite reumatoide7.

La terapia a ultrasuoni rientra tra le terapie meccaniche: si impiega infatti un apposito manipolo che emette vibrazioni ad altissima frequenza. Applicando del gel per ecografie alla parte interessata e poggiandovi sopra il manipolo, è possibile trasmettere gli ultrasuoni ai tessuti profondi, riscaldandoli. Questo ha l’effetto di rilassare i muscoli, aumentare la vascolarizzazione e migliorare il metabolismo cellulare, con la conseguente riduzione dell’infiammazione.

Se in seguito agli esami hai riscontrato la presenza dell’artrite reumatoide, ti offriamo la possibilità di effettuare l’ultrasuonoterapia comodamente presso il tuo domicilio grazie a Dolcontrol. Questo dispositivo è un ottimo alleato per chi desidera alleviare il dolore e l’infiammazione causati dalle patologie muscolo scheletriche: praticità, efficienza, sicurezza e facilità di utilizzo lo rendono una scelta eccellente.

Grazie a questo dispositivo elettromedicale, potrai ridurre i tempi di recupero, accelerando il processo antinfiammatorio. Inoltre, il dispositivo è certificato dal Ministero della Salute e quindi idoneo per la detrazione fiscale come spesa medica.

2.  Artrite reumatoide e magnetoterapia

RigenAct per l'artrite

Un altro efficace rimedio per ridurre l’infiammazione da artrite reumatoide è quello offerto dalla magnetoterapia7. Gli impulsi elettromagnetici possono infatti essere sfruttati per alleviare i sintomi: ma come? Grazie all’interazione tra i campi magnetici pulsati e la struttura cellulare.

I vantaggi della magnetoterapia comprendono il recupero delle condizioni fisiologiche, la stimolazione della circolazione sanguigna e una conseguente maggiore ossigenazione dei tessuti. Il tutto produce un effetto analgesico e consente di ridurre lo stato infiammatorio.

Per la tua magnetoterapia a domicilio, 2A Group mette a tua disposizione RigenAct, un dispositivo con cui scoprirai quanto può essere pratico e confortevole trattare l’artrite reumatoide e ridurre l’infiammazione da artrite reumatoide senza rinunciare alle tue attività quotidiane, il tutto godendo dei vantaggi offerti dalla possibilità di selezionare impostazioni personalizzate. Come Dolcontrol, anche RigenAct è un dispositivo medico certificato dal Ministero della Salute.

Le terapie per spegnere la tua infiammazione

Ogni giorno è un viaggio: goditelo appieno passo dopo passo, movimento dopo movimento. Se hai già notato gonfiore, dolore e rigidità articolare, contatta il tuo specialista di riferimento per diagnosticare l’artrite reumatoide con tempestività.

Fonti:

  1. https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(01)06075-5/fulltext
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK546693/
  3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK499886/
  4. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/artrite?highlight=WyJhcnRyaXRlIl0=
  5. https://www.aafp.org/afp/2011/1201/p1245.html
  6. https://www.upmcchianciano.it/sintomi-cause-e-diagnosi-artrite-reumatoide/
  7. https://www.termedia.pl/The-use-of-magnetic-fields-in-treatment-of-patients-with-rheumatoid-arthritis-Review-of%20the-literature,18,28372,0,1.html

La Settimana Internazionale del Sordo: diritti delle lingue dei segni per TUTTI

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2A Group nasce ad Amalfi, nel cuore della divina Costiera Amalfitana, nel 2009, come azienda operante nel campo delle apparecchiature elettromedicali. Gestita dalla Ceo Stefania Anastasio e dal Direttore Commerciale F. Davide Arianna, il cuore pulsante dell’azienda è la rete di consulenti che si muove sul territorio nazionale per promuovere i devices, offrendo, inoltre, prove gratuite che permettono di testare in prima persona la qualità e l’efficacia degli elettro-medicali aziendali. Internamente all’azienda, è stato sviluppato un reparto dedicato al marketing, all’amministrazione, al customer service e alla logistica. Un team completo e professionale che gestisce la 2A Group a 360° gradi per offrire servizi su misura e per andare incontro alle esigenze dei clienti. L’idea di creare 2A Group nasce dalla passione per le tematiche legate al dolore, un argomento vissuto in prima persona, che oggi è diventata la mission aziendale e dalla convinzione che l’home care rappresenti il futuro nel nostro modo di “curarci” in un’Italia dove lelunghe liste d’attesa sono all’ordine del giorno, in particolare in questo periodo di emergenza sanitaria derivante dal Covid-19. 2A Group si rivolge a tutti coloro che soffrono di dolori osteo-articolari, muscolari e tendinei, soprattutto persone anziane. Purtroppo, talvolta, il dolore riguarda anche adulti dai 45 anni in su, persone con fratture o affette da patologie
neuromotorie o anche soggetti con patologie croniche legate alla professione. Da sempre la mission aziendale nonchè il motore vitale dell’attività è stata ridare loro l’indipendenza e la libertà di movimento. L’azienda offre i propri servizi anche a centri medici, cliniche private, centri fisioterapici, medici, farmacie e liberi professionisti desiderosi di lavorare con apparecchiature all’avanguardia e tecnologicamente avanzate.

I servizi erogati sono:
Vendita e noleggio dei devices
Assistenza tecnica a domicilio o telefonica entro 24h dalla richiesta
Riparazione di eventuali danni o sostituzione dell’apparecchio entro le 48 ore
Ritiro e smaltimento di dispositivi usati ed obsoleti.

L’azienda, inoltre, offre la possibilità di pagamenti personalizzati per soddisfare le esigenze di ogni cliente.
Punto di forza dell’azienda è il device Dolcontrol, l’elettromedicale di punta di 2A Group che ha riscosso importanti risultati in ambito terapeutico. È un elettromedicale di ultrasuonoterapia domiciliare studiato dall’azienda per offrire il massimo in termini di efficacia, sicurezza e facilità nell’utilizzo.

È realizzato per combattere dolori da artrosi, artrite, infiammazioni muscolari e tendinee. È dotato di un grande display grafico e può essere comodamente e facilmente usato a domicilio. È certificato dal Ministero della Salute e può essere portato in detrazione come spesa medica. Dolcontrol è l’alleato della salute e con lui si può dire: “Stop ai dolori, sì alla libertà e all’indipendenza!”.
La sede di 2A Group è in Campania, ma l’azienda opera ed è riconosciuta in tutta Italia, grazie ad una fitta rete di consulenti che raggiunge tutti i clienti interessati ai devices per merito della pubblicità in TV, della comunicazione online e del passaparola di clienti felici e soddisfatti che grazie all’utilizzo dei devices hanno alleviato le problematiche legate al dolore.

 

 

Fonte: Repubblica.it

 

 

La donazione da parte di 2A GROUP al reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Cotugno di Napoli di cinque dispositivi medici RigenAct magnetoterapia permetterà all’equipe del dottore Giuseppe Fiorentino, di poter valutare un aiuto al miglioramento dei sintomi legati al virus SARS-COV-2 mediante queste straordinarie tecnologie mediche.

Amalfi 26 maggio 2021. Stefania Anastasio, CEO di 2A GROUP medical supplies, ha donato cinque dispositivi medici RigenAct magnetoterapia all’Azienda Ospedaliera dei Colli nell’ottica di voler combattere insieme questa battaglia volta a sconfiggere la pandemia.

Grazie alla direzione strategica dell’AO dei Colli, che ha accolto con piacere la proposta di donazione intravedendo le potenzialità delle sinergie mediche interdisciplinari e al dottore Giuseppe Fiorentino, direttore della UOC di Fisiopatologia respiratoria dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, che ha scelto di provare nuove tecniche riabilitative mai usate prima d’ora ben consapevole che la medicina ha bisogno di ricerca, innovazione, investimenti e donazioni.

I dispositivi medici RigenAct coadiuveranno le terapie ospedaliere per la cura dei sintomi SARS COVID 19. Tali dispositivi interagiscono con le cellule dell’organismo inducendo un effetto rigenerativo immediato. Si valuterà, successivamente alle applicazioni, il miglioramento della circolazione sanguigna, la riduzione dei tempi di decorso della malattia e dei suoi sintomi più rilevanti quali i focolai da polmonite bilaterale e i successivi danni polmonari.

Il 7 giugno 2021 i 5 device RigenAct saranno collocati presso l’Ospedale Cotugno, in via G. Quagliariello, 54 – Napoli, alla presenza dello staff incaricato dal dr. Giuseppe Fiorentino e della Direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, ed entreranno in operatività il prima possibile sui pazienti.

Il CEO Stefania Anastasio è certa che questo gesto possa portare grandi risultati alla lotta al virus SARS COVID 19: “2A GROUP da sempre mette al centro la salute del paziente, ed è proprio in questo momento difficile che ho sentito la necessità di dare un contributo tecnologico agli Ospedali che si sono accollati da soli il peso enorme della gestione dei milioni di casi SARS-COV-2. E’ a loro che chiedo di sfruttare al massimo la mia tecnologia con i device RigenAct per valutare, anche in questo campo, gli straordinari successi che già certifichiamo nella cura di patologie osteoarticolari, muscolari e tendinee con riduzione dei tempi di guarigione e miglioramento dei sintomi correlati. Certa che questa tecnologia unita alla straordinaria professionalità del personale sanitario possa, soprattutto nei pazienti affetti da COVID 19, dare il massimo in termini di miglioramento.”

2A GROUP medical supplies www.2agroup.it

Ufficio Comunicazione:

Guido Di Gregorio, guidodigregorio@2agroup.it 3914202279 – 0818201417

GUARISCE DAL TREMORE DELLA MANO SENZA INTERVENTO: SUCCEDE AL POLICLINICO

PALERMO. Un paziente e’ guarito dal tremore della mano, malattia del sistema nervoso molto comune, senza intervento chirurgico, ma grazie agli ultrasuoni.  La tecnica innovativa al Policlinico di Palermo.

fonte: tgs.gds.it

Grandi passi in avanti nella lotta contro l’Alzheimer.
Un team di ricercatori australiani, coordinato da Jurgen Gotz, esperto in demenza senile, ha sviluppato una tecnica a ultrasuoni che sarebbe in grado di restituire la memoria ai pazienti affetti dal morbo.
L’utilizzo dell’innovazione tecnologica ha comportato risultati positivi in diverse sperimentazioni condotte su animali presso il Brain Institute, University of Queensland.

 

Gli ultrasuoni attivano le cellule microgliali

Per compiere lo studio, i ricercatori sono riusciti ad attivare, grazie agli ultrasuoni, le cellule microgliali, le unità biologiche atte alla rimozione degli elementi tossici presenti nel cervello, definite dagli esperti “una specie di netturbini”.
“Il cervello di un paziente di Alzheimer è pieno di amiloidi tossici e normalmente questi netturbini dovrebbero compiere il loro lavoro, ma talvolta non lo fanno”, spiega Jurgen Gotz. Gli ultrasuoni stimolerebbero, quindi, l’azione delle cellule microgliali, favorendo l’eliminazione degli amiloidi e ripristinando la funzionalità della memoria.

 

La tecnica ritarda lo sviluppo dell’Alzheimer

Gli esperti ci tengono a sottolineare che la tecnica da loro sviluppata, ancora in fase di sperimentazione, non è una vera e propria cura, ma potrebbe essere impiegata, in futuro, per ritardare lo sviluppo del morbo. L’utilizzo degli ultrasuoni permetterebbe di rimuovere gli elementi tossici, migliorando la memoria dei pazienti nei tre anni successivi al trattamento.
“Potremo ritardare l’età in cui si svilupperebbe l’Alzheimer. Usando la tecnica in una fase in cui la malattia non è troppo avanzata, questa può essere prevenuta anche in persone predisposte”, spiega Gotz.
Nel 2019 la tecnica a ultrasuoni verrà sperimentata su un gruppo di pazienti affetti dal morbo di Alzheimer, presso il Brain Institute. I risultati del prossimo test saranno preziosi per un’eventuale inclusione della tecnologia come pratica medica per combattere la patologia.
“Le prove sulla sicurezza umana alla fine del 2019 sono il prossimo passo, che rappresenta un investimento nella ricerca che è già in corso”, spiega il Professor Pankaj Sah.

 

fonte: tg24.sky.it

La magnetoterapia può combattere efficacemente molte malattie poiché molti tipi di virus e batteri vengono distrutti dalle alte frequenze modulate. Allo stesso modo riesce a debaterrizzare alimenti e superfici senza ricorrere a disinfettanti.


La magnetoterapia è una terapia fisica strumentale che utilizza apparecchiature generanti campi magnetici a bassa intensità e a frequenza variabile.

Alcuni materiali, in genere metalli ferrosi, hanno la proprietà di attirare con una certa forza, temporaneamente o permanentemente, oggetti di ferro o che contengono ferro; questa proprietà è chiamata magnetismo e i corpi che la posseggono si dicono magnetizzati.
Un corpo magnetizzato in modo permanente è detto anche magnete o calamita.

Se prendiamo una barretta rettilinea magnetizzata questa ha la proprietà di attirare limatura di ferro ai suoi estremi, mentre la parte centrale risulta neutra e, se permettiamo che possa ruotare 1

liberamente attorno al suo baricentro, questa si disporrà sempre nella particolare direzione coincidente con quella Sud-Nord della Terra.
Le estremità della barretta si definiscono poli magnetici e chiameremo polo nord l’estremo che si rivolge verso il polo nord della terra e polo sud l’altro. Il polo Nord della terra risulta un polo sud magnetico ed il polo Sud terrestre risulta un polo nord magnetico.

Un campo magnetico è una regione dello spazio dove agiscono delle particolari forze; queste forze possono essere generate da un magnete, da una corrente elettrica o da un campo elettrico che varia nel tempo.
È per esempio nota a tutti la forza attrattiva di una calamita sulla limatura di ferro. Meno noto è il fatto che non tutti i campi magnetici sono prodotti da calamite permanenti, ma, come

dimostrò Oersted nel 1820, possono essere generati da correnti elettriche. Il campo magnetico prodotto da una corrente elettrica possiede gli stessi parametri fisici della corrente: se la corrente è alternata anche il campo magnetico è alternato e con la stessa frequenza, se la corrente è sotto forma di impulsi anche il campo magnetico generato è sotto forma di impulsi.

 

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Dolore intenso al collo, rigidità muscolare, mal di testa sono i classici sintomi della cervicale.
Altro sintomo comune che fa pensare alla cervicale infiammata è la rigidità muscolare.
In termini più semplici si potrebbe riconoscere un torcicollo. Il dolore tendenzialmente si irradia anche a spalle, braccia e mani, dando la sensazione di formicolio e intorpidimento. Molto spesso si percepisce debolezza degli arti superiori e/o una serie di sintomi che coinvolgono occhi, orecchie e apparato digestivo. Oltre al mal di testa si possono quindi riscontrare:
– problemi di vista dovuti a giramenti di testa;
– problemi di equilibrio e disturbi dell’udito come la percezione di ronzii;
– nausea e vomito.

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