sintomi di fibromialgia riconoscerli per contrastarli

La nostra quotidianità si compone di tanti piccoli gesti: in famiglia, al lavoro, nello sport e perfino nei momenti di relax il movimento ci accompagna sempre. I sintomi di fibromialgia, caratterizzati dalla loro manifestazione dolorosa, possono rappresentare un freno a tutto questo. Ma è davvero così? 

Oggi una diagnosi di fibromialgia non è più un fardello come in passato: la moderna medicina e le tecnologie che vi si associano mettono a tua disposizione soluzioni efficaci per il trattamento del dolore. In questo modo potrai continuare a svolgere le tue attività preferite senza preoccupazione e, soprattutto, senza fare i conti coi sintomi di fibromialgia. 

Il viaggio verso il benessere passa sempre dalla conoscenza. Lascia che noi di 2A Group, forti della nostra esperienza nel settore, condividiamo con te le informazioni che ti consentiranno di contrastare efficacemente la fibromialgia. 

Cos’è la fibromialgia 

Donna dolorante a causa della fibromialgia

Il primo passo è rispondere a una semplice domanda: cos’è la fibromialgia?

La fibromialgia è una sindrome muscoloscheletrica caratterizzata da dolore generalizzato1, con un aumento delle risposte agli stimoli percepiti come nocicettivi e sintomi somatici. Si contraddistingue per il dolore cronico e può essere associato o meno a rigidità articolare

È una delle cause più comuni di dolore cronico diffuso2, ma sono presenti anche numerosi sintomi accessori. Tra le principali caratteristiche di questa patologia vi sono quindi i dolori muscolari diffusi, l’affaticamento e la rigidità, ma anche problemi legati a insonnia, memoria e alterazioni dell’umore. 

Questa patologia colpisce con maggiore frequenza le donne adulte, apparendo in modo graduale e aggravandosi col passare del tempo. Tuttavia, può essere innescata anche da un evento scatenante: un trauma fisico, un’infezione o il forte stress psicologico possono dare inizio ai sintomi di fibromialgia. 

Le cause della fibromialgia 

Donna dolorante a causa della fibromialgia

Una volta capito in cosa consista questa sindrome muscoloscheletrica, possiamo concentrarci sulle sue cause. Spesso infatti capire come si origina un particolare disturbo può aiutarci non solo a prevenirlo, ma anche a comprenderlo meglio. 

A oggi purtroppo le cause della fibromialgia sono ancora ignote3. Tuttavia, si ritiene che vi siano alcuni fattori in grado di provocare la sindrome fibromialgica. Come accennato nel paragrafo precedente, la sindrome può innescarsi a seguito di un evento specifico, come una malattia o un trauma (sia di natura fisica che di natura psicologica). 

I medici ritengono improbabile che il disturbo abbia origine da una singola causa: molti pazienti affetti dalla patologia non riescono a identificare un singolo evento scatenante che si leghi alla comparsa dei sintomi di fibromialgia. Nonostante ciò, sono stati identificati alcuni fattori esterni principali che possono innescare o  far peggiorare i sintomi. Tra questi vi sono: 

lo stress (anche dovuto a eventi traumatici o lutti); 

l’affaticamento provocato dal lavoro

la carenza di sonno

il rumore

il freddo

l’umidità

i cambiamenti metereologici; 

la sindrome premestruale

Quali sono i sintomi di fibromialgia? 

Uomo dolorante a causa della fibromialgia

Fatta chiarezza sulla natura della sindrome fibromialgica, concentriamoci sul modo in cui si manifesta.  Cogliere adeguatamente i sintomi di fibromialgia e riportarli al tuo medico ti consentirà di intraprendere con tempestività un percorso terapeutico adatto al tuo caso. L’obiettivo è tornare alla tua quotidianità senza dolore: non trascurare mai un sintomo! 

Come abbiamo visto, i sintomi predominanti della sindrome sono di natura dolorosa. Di norma il paziente avverte dolori diffusi in tutto il corpo, che possono però partire da una sede localizzata (per esempio le  spalle). Col passare del tempo, il sintomo si estenderà anche ad altre sedi. 

Dal momento che esistono molte patologie che si manifestano tramite il dolore muscolo-scheletrico, riconoscere nello specifico i sintomi di fibromialgia è molto utile per evitare di ritrovarsi con una diagnosi errata. Il dolore fibromialgico si associa a sensazioni quali: 

bruciore

rigidità

contrattura

tensione

Esso può inoltre variare durante il corso della giornata in base al livello di attività della persona interessata, ma anche alle condizioni atmosferiche. I ritmi del sonno e lo stress possono a loro volta influire sui sintomi. 

Molti pazienti affetti da fibromialgia riferiscono di percepire costantemente almeno un lieve dolore, che si manifesta principalmente nei muscoli. A esso si associa inoltre una sensazione di malessere generale. Prestare la massima attenzione ai sintomi e riuscire a descriverli al tuo medico in modo corretto consentirà di ottenere una diagnosi più accurata e, di conseguenza, di accedere a un percorso di cure idoneo. 

I tender points: cosa sono? 

Ragazza dolorante a causa della fibromialgia

Abbiamo visto come i sintomi di fibromialgia possano confondere, essendo simili a quelli che si manifestano in presenza di altre patologie muscolo-scheletriche. Inoltre, dal momento che la sindrome non offre alterazioni di laboratorio, si può giungere a una diagnosi quasi esclusivamente basandosi sui sintomi riferiti dal paziente. Per questa ragione, purtroppo, per molto tempo i dolori avvertiti per la fibromialgia venivano spesso ritenuti immaginari4

Le ricerche mediche svolte negli ultimi 10 anni tuttavia vengono in nostro aiuto: infatti oggi sappiamo che sono presenti specifiche aree algogene alla digitopressione. Questi specifici punti sensibili, chiamati tender points, sono presenti solo nei pazienti affetti da fibromialgia, mentre non vengono riscontrati nelle persone sane o affette da patologie dolorose di altra natura. 

È chiaro quindi come la scoperta dei tender points5 abbia rappresentato un punto di svolta nella diagnosi della sindrome fibromialgica. Essi sono così distribuiti nel corpo6

2 alla base del cranio / collo anteriore; 

2 alla base del collo nella parte posteriore

4 in cima alla spalla nella parte posteriore, fra la clavicola e la spina dorsale; 

2 sulla cassa toracica; 

2 sul bordo esterno dell’avambraccio, di poco sotto del gomito; 

2 nella parte alta dell’anca; 

2 nella parte bassa dei glutei;

2 all’altezza delle ginocchia. 

Come prevenire la fibromialgia? 

Il percorso che ci porterà a conoscere accuratamente la fibromialgia è ancora lungo. Infatti ancora oggi dobbiamo scoprirne nel dettaglio le cause. Purtroppo, dal momento che c’è molto che non sappiamo su questa sindrome, non abbiamo a disposizione specifiche misure preventive nei suoi confronti. 

La miglior scelta da parte dei pazienti è rivolgersi con tempestività al proprio medico curante nel caso dovessero riscontrare i sintomi che abbiamo descritto nei paragrafi precedenti. 

Come diagnosticare la fibromialgia 

Nel caso della fibromialgia, la conoscenza può giocare in nostro favore molto più che in altri casi. Infatti, come abbiamo già visto, non esistono al momento esami di laboratorio o di radiologia in grado di diagnosticare questa sindrome. Gli specialisti devono quindi affidarsi in gran parte sui sintomi riferiti dagli stessi pazienti: essere in grado di descrivere il tipo di dolore che ti affligge e il modo in cui compare può essere di grande aiuto per il tuo medico. 

Come procedere quindi per ottenere una diagnosi corretta, senza correre il rischio che la malattia venga confusa con un’altra patologia reumatica? Il paziente deve riscontrare un dolore diffuso in sedi corporee simmetriche; esso deve persistere da almeno 3 mesi7. A questo sintomo si deve associare la positività ad almeno 11 dei 18 tender points identificati dalla medicina

Il medico provvederà ad accertarsi che i sintomi di fibromialgia non siano in realtà associati ad altre patologie che si manifestano in modo simile. Per questo prescriverà delle analisi, così da escludere la presenza di altre malattie. 

Una volta confermata la diagnosi si potrà procedere con il percorso di cura più adatto al caso. 

Come trattare la fibromialgia? 

Uomo dolorante a causa della fibromialgia

Oggi i pazienti hanno a disposizione un ventaglio di opzioni per il trattamento dei sintomi di fibromialgia

  1. i farmaci, ai quali spesso si ricorre per ridurre lo stato di dolore;
  2. le tecniche di rilassamento muscolare e gli esercizi specifici ideati proprio per lo stiramento dei muscoli; 
  3. programmi educativi per il paziente, che vedremo di seguito. 

Si può adottare un approccio terapeutico multimodale, che passa per l’educazione del paziente. Si inizia dalla descrizione delle caratteristiche della malattia e del programma terapeutico, andando a modificare le abitudini quotidiane che potrebbero determinare o perpetuare i sintomi di fibromialgia. A questo si aggiunge la programmazione di un’attività fisica moderata e continuativa, una terapia farmacologica o riabilitativa e un adeguato supporto psicologico (nei casi in cui fosse necessario). 

Il tuo medico saprà indicarti il percorso di cure idoneo per consentirti di tornare a muoverti in piena libertà. 

I benefici dell’ultrasuonoterapia e della magnetoterapia per la fibromialgia 

Anche noi di 2A Group puntiamo a fare la nostra parte nel trattamento dei sintomi di fibromialgia: per questo desideriamo condividere le conoscenze e competenze che abbiamo maturato in anni di attività nel settore.  In particolare, ci occupiamo di dispositivi per l’ultrasuonoterapia e la magnetoterapia domiciliare idonei per il trattamento di numerose patologie muscolo-scheletriche e reumatiche, tra cui la sindrome fibromialgica. Di seguito troverai tutte le informazioni del caso: se ritieni che possa trattarsi dei percorsi terapeutici adatti al tuo caso, parlane col tuo medico. 

Come curare la fibromialgia con l’ultrasuonoterapia 

Dispositivo di ultrasuonoterapia Dolcontrol

La terapia a ultrasuoni si è rivelata uno strumento efficace per contrastare i sintomi di fibromialgia, primo tra tutti il dolore8. In cosa consiste questo trattamento? Si tratta di una procedura fisioterapica che impiega le onde sonore ad alta frequenza per suscitare un effetto termico meccanico. Irradiando i tessuti con gli  ultrasuoni, essi iniziano a vibrare, producendo calore. 

L’ultrasuonoterapia è inoltre semplice da applicare. Grazie a dispositivi domiciliari come Dolcontrol eseguire le sessioni di cura è ancora più facile. Si tratta di un dispositivo elettromedicale pensato appositamente per chi ha l’esigenza di svolgere il trattamento nell’intimità di casa propria. L’apparecchio ti consente di alleviare i sintomi dolorosi provocati dalla fibromialgia, abbreviando i tempi di recupero

Grazie all’ultrasuonoterapia infatti vengono favoriti i processi riparativi e antinfiammatori, ma anche il rilassamento dei muscoli. Con Dolcontrol potrai godere di questi benefici in modo rapido, semplice e sicuro: si tratta infatti di un dispositivo elettromedicale certificato da Ministero della Salute

Come curare la fibromialgia con la magnetoterapia 

Dispositivo RigenAct portatile

Un’altra opzione terapeutica, anch’essa proveniente dal campo della fisioterapia, è rappresentata dalla magnetoterapia. Si tratta di un approccio molto utilizzato per alleviare i sintomi delle infiammazioni e delle patologie ossee, muscolari, reumatiche e articolari. In cosa consiste? 

Questo percorso di cura si basa sull’utilizzo degli impulsi elettromagnetici: infatti l’interazione tra i campi magnetici pulsati e la struttura delle cellule facilita il recupero delle condizioni fisiologiche. Inoltre, la magnetoterapia stimola la circolazione sanguigna e quindi l’ossigenazione dei tessuti. I suoi effetti sono di tipo analgesico e antinfiammatorio. 

Per l’applicazione delle magnetoterapia a domicilio, noi di 2A Group ti proponiamo RigenAct. Come Dolcontrol, anche questo è un dispositivo pratico e comodo da utilizzare. Grazie a RigenAct potrai eseguire le tue sessioni di magnetoterapia godendo del massimo comfort. Una libertà di cui potrai finalmente godere a pieno per merito degli effetti analgesici del trattamento. 

Il dispositivo verrà importato dal tecnico sul programma adatto a te: in questo modo potrai raggiungere i tuoi obiettivi in un tempo ridotto, il tutto in sicurezza: si tratta infatti di un apparecchio elettromedicale certificato dal Ministero della Salute. 

Spegni il dolore, accendi Dolcontrol e RigenAct

Ci sono ancora molte domande a cui rispondere quando si parla di fibromialgia. Il progresso della medicina ci consentirà un domani di individuarne precisamente le cause, così che possiamo fare affidamento sul nostro maggiore alleato: la prevenzione. Tuttavia, oggi diagnosticare la sindrome è molto più semplice di quanto non lo sia stato in passato, consentendo anche un trattamento più efficace dei sintomi di fibromialgia. 

2A Group desidera fare la sua parte, aiutandoti nel tuo percorso di cura grazie a dispositivi elettromedicali sicuri, efficaci e di semplice utilizzo. Per saperne di più, non esitare a contattarci dopo aver richiesto il parere  del tuo medico di fiducia. 

Fonti

1 https://www.reumatologiaclinica.org/en-physiopathology-fibromyalgia-articulo-S2173574320300605

2 https://www.clinexprheumatol.org/abstract.asp?a=17133 

3 https://sindromefibromialgica.it/fibromialgia/

4 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6016048/

5 https://www.ccjm.org/content/85/5/367.long 

6 https://www.accademiamassaggi.it/tender-points-cosa-sono-come-trattarli/ 

7 https://www.humanitas.it/malattie/fibromialgia/

8 https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=65071# 

le cause dell’ernia del disco riconoscerle per contrastarle

Non è un caso se l’espressione “avere spina dorsale” è parte del gergo comune: la nostra colonna vertebrale è un’alleata fondamentale! Ci consente di sorreggerci, di stare in piedi, di sollevare pesi e quindi ci aiuta a muoverci liberamente. Proprio perché si tratta di una parte così importante del nostro corpo, la colonna vertebrale viene sottoposta a costanti sforzi e sollecitazioni che possono, a lungo termine, comprometterla

Passo dopo passo, la nostra spina dorsale ci sostiene: sostienila anche tu prevenendo o curando le principali patologie che possono colpirla! Tra queste, una condizione particolarmente comune è rappresentata dall’ernia del disco, i cui sintomi possono talvolta risultare invalidanti. Per fortuna, oggi esistono trattamenti e dispositivi che consentono di ridurre dolore e infiammazione, permettendo di risolvere ostacoli ritenuti un tempo insormontabili. Noi di 2A Group abbiamo preparato per te una guida grazie alla quale potrai riconoscere i sintomi dell’ernia discale o lombare, così da intraprendere con prontezza il percorso terapeutico più appropriato. 

Ernia del disco: cos’è? 

Donna con mal di schiena

Tutti abbiamo sentito parlare di ernia del disco. Ma quanti di noi la conoscono veramente? Come in molti altri casi, per scongiurare l’insorgere della patologia o per poter iniziare le cure più adatte con prontezza, è molto importante avere a disposizione le informazioni chiave

Di cosa parliamo quindi quando menzioniamo l’ernia discale1? Di una condizione che riguarda la colonna  vertebrale e che può risultare molto dolorosa per il paziente. In particolare, viene chiamata “erniazione” la fuoriuscita del materiale gelatinoso che normalmente alloggia nei cuscinetti o nei dischi che si trovano tra una vertebra e l’altra. Come il nome stesso della condizione suggerisce, si tratta di una sorta di dischetto, composto da una parte interna gommosa e una parte esterna più dura, infilato tra due vertebre; il suo compito è permettere il movimento della colonna, così che la struttura risulti flessibile e si preservi meglio

Tuttavia, può accadere che, a causa dell’eccessiva usura, di un trauma, di un movimento anomalo o del naturale processo di invecchiamento, la parte dura di uno di questi dischetti si rompa, facendo uscire il cuscinetto gelatinoso interno: questo provoca l’irritazione dei nervi che si trovano attorno alla colonna vertebrale, provocando di conseguenza sintomi dolorosi, anche in assenza di movimento. 

Dal momento che l’erniazione può essere provocata, come accennato, da numerosi fattori e può manifestarsi con sintomi diversi, è molto importante prendersi cura della propria schiena a scopo preventivo e rivolgersi tempestivamente a uno specialista appena si nota qualcosa di anomalo

Le principali cause dell’ernia del disco 

Uomo dolorante a causa del mal di schiena

Le cause dell’ernia del disco2 possono essere di vario genere. È opportuno tenere presente innanzitutto che si tratta di una condizione degenerativa: infatti insorge per via della graduale usura delle strutture che compongono la colonna vertebrale, ed è quindi spesso legata al passare degli anni e al naturale processo di invecchiamento. Inoltre, è una condizione che si manifesta di frequente nelle persone che eseguono lavori o professioni pesanti, per via dell’elevata sollecitazione dei dischi. 

Il passare del tempo comporta la graduale perdita del contenuto acquoso dei dischi vertebrali: le conseguenze sono una resistenza e una flessibilità sempre minori. Questo spiega chiaramente perché la patologia sia più frequente tra le persone anziane, ma l’usura non è l’unica causa. Infatti, anche un trauma può portare all’insorgere dell’erniazione.

Inoltre, dobbiamo assolutamente citare tra le cause le cadute accidentali che possono portare problematiche alla schiena, il trasporto continuo di materiali pesanti e il sollevamento di pesi che possono usurare le nostre articolazioni.

Se per caso svolgi o hai svolto in passato attività che hanno messo la tua colonna vertebrale alla prova, non sottovalutare i campanelli d’allarme: con l’aiuto del tuo medico potrai evitare l’insorgere o il peggiorare della tua condizione! 

L’ernia lombare e l’ernia cervicale 

Uomo dolorante a causa dell'ernia al disco

Come il tuo medico di fiducia potrà confermarti, non tutte le ernie sono uguali. Per intraprendere il percorso terapeutico più adatto alle esigenze del tuo caso bisogna capire di che tipo di erniazione si tratta. 

Iniziamo col vedere più da vicino com’è fatta la nostra colonna vertebrale3. Come ci dice il suo stesso nome, essa si compone di vertebre, precisamente 33; esse vanno dal nostro cranio fino all’osso sacro, suddividendosi come segue: 

7 vertebre cervicali; 

12 vertebre dorsali; 

5 vertebre lombari; 

5 vertebre calcificate sacrali; 

4 vertebre calcificate coccigee. 

I segmenti così creati sono anch’essi diversi tra loro: i primi tre (cervicale, dorsale e lombare) si riconoscono per via dell’interposizione dei dischi tra le vertebre, mentre gli ultimi due (sacrale e coccigeo) presentano vertebre calcificate tra loro; per questa ragione possono anche essere considerati come ossa uniche e non sono soggetti a ernie. 

Tra le condizioni più comuni vi sono l’ernia cervicale e l’ernia lombare, che si distinguono l’una dall’altra quindi per via della posizione dei dischi interessati4: l’ernia cervicale implica la compressione delle radici nervose che coinvolgono gli arti superiori, mentre l’ernia lombare riguarda le radici nervose che coinvolgono gli arti inferiori. Dal momento che le due erniazioni coinvolgono arti diversi, questi sintomi possono aiutarti a identificarle più efficacemente e prendere i giusti provvedimenti. 

Quali sono i sintomi dell’ernia discale? 

Ora che conosciamo le tipologie e le cause dell’ernia del disco, il prossimo passo è essere in grado di identificarne i sintomi5. La condizione può anche essere non dolorosa, dal momento che i sintomi variano a seconda dell’età del paziente e delle vertebre coinvolte. I principali sono: 

dolore, che può divenire talmente intenso da impedire sforzi e movimenti; 

intorpidimento e formicolio, con una debole o assente risposta degli arti; 

debolezza

I sintomi dell’ernia cervicale 

Nel caso dell’ernia cervicale, la manifestazione dolorosa riguarderà in particolare il collo, irradiandosi frequentemente nel braccio. A questa sensazione possono affiancarsi disturbi da compressione, che possono provocare

deficit motori o paralisi nei casi gravi; 

difficoltà di movimento del braccio

debolezza muscolare

mal di testa

formicolii e sensazione di scossa alle braccia

compromissione del midollo spinale

sensazione di punture di spilli a livello cervicale

I sintomi dell’ernia lombare 

In caso invece di ernia lombare, che si manifesta solitamente tra i 30 e i 50 anni, il paziente presenterà un forte dolore lombare, diffuso nella parte bassa della schiena e spesso anche in uno degli arti inferiori. Il dolore tipico dell’ernia lombare è accentuato da starnuti e colpi di tosse, mentre può essere alleviato giacendo in posizione supina

Inoltre, il paziente presenterà: 

perdita di forza negli arti inferiori; 

difficoltà nel controllo degli sfinteri; 

intorpidimento e formicolio; 

ridotta sensibilità cutanea. 

In aggiunta, l’ernia lombare si associa all’infiammazione della parte bassa della schiena6, talvolta associata anche alla regressione dell’erniazione. 

Prevenzione dell’ernia del disco 

Donna dolorante alla schiena mentre si allena

L’ernia rappresenta senza dubbio un ostacolo sul tuo percorso. Tuttavia, si tratta di un ostacolo aggirabile con l’aiuto della giusta prevenzione. Date le cause dell’ernia del disco, uno stile di vita sano è il tuo miglior alleato: una moderata ma regolare dose di esercizio fisico, il mantenimento di un peso corporeo bilanciato e un’alimentazione priva di eccessi sono le principali linee guida da seguire. 

Inoltre, è opportuno evitare le attività e gli sport usuranti e gli sforzi eccessivi, come il sollevamento di grossi pesi. Infine, anche il mantenimento di una corretta postura, riducendo le possibilità di alterazione della colonna vertebrale, può contrastare l’insorgenza delle ernie. 

Come si diagnostica l’ernia? 

Laddove non arriva la prevenzione, arriva invece la cura. Ma per poter imboccare un percorso terapeutico adeguato è necessaria prima di tutto la diagnosi da parte di uno specialista. Se manifesti alcuni dei sintomi che abbiamo descritto nei paragrafi precedenti, potrai fugare ogni dubbio prenotando una visita da un ortopedico. 

Normalmente la valutazione medica è sufficiente per raggiungere la diagnosi, ma può rivelarsi necessario eseguire altri esami di approfondimento, ovvero: 

TAC, per eseguire una valutazione complessiva; radiografia, per escludere altre patologie; 

radiografia, per escludere altre patologie;  

risonanza magnetica, per valutare la posizione dell’ernia e il contatto coi nervi. 

Il trattamento dell’ernia del disco 

Una volta ottenuta una diagnosi completa potrai procedere col trattamento idoneo alle esigenze del tuo caso. Come abbiamo visto, le erniazioni possono essere diverse tra loro: allo stesso modo la scelta della terapia dipende da molti fattori

In ogni caso, in fase iniziale si cerca sempre di intervenire nel modo meno invasivo possibile, per non rischiare di portare nuovi danni alla colonna: si procede quindi con una terapia farmacologica per stabilizzare innanzitutto la condizione dolorosa. Laddove questa strada non dovesse rivelarsi idonea, si prende in considerazione la possibilità di intervenire chirurgicamente. 

Per quel che riguarda l’aspetto farmacologico, si utilizzano solitamente gli antidolorifici e i mio-rilassanti, ma anche i corticosteroidi, che offrono anche una potente azione antinfiammatoria. In alcuni casi, ai medicinali vengono affiancati trattamenti fisioterapici, anch’essi pensati per lenire il dolore, ma anche per stabilizzare l’ernia. Infine, si può optare per il supporto fornito dall’elettrostimolazione, la terapia a ultrasuoni e la magnetoterapia

Trattare l’ernia con ultrasuonoterapia e magnetoterapia 

Se soffri di ernia del disco, sicuramente le tue priorità saranno eliminare il dolore e rimetterti in piedi al più presto! Infatti, i trattamenti che abbiamo appena elencato sono stati pensati proprio per ridurre quanto più possibile il dolore e l’infiammazione, consentendoti di tornare a svolgere le tue attività quotidiane in poco tempo. 

Se la fisioterapia e la chirurgia possono aiutarti a ridurre l’erniazione, esistono molti altri percorsi terapeutici mirati per i sintomi dolorosi. 2A Group si è specializzata negli anni in questo settore: oggi siamo al tuo fianco per offrirti i benefici dell’ultrasuonoterapia e della magnetoterapia

Trattare l’ernia del disco con l’ultrasuonoterapia 

Dispositivo di ultrasuonoterapia Dolcontrol

Oggi la terapia a ultrasuoni viene utilizzata per il trattamento dei sintomi dolorosi provocati da numerose patologie muscolo-scheletriche e articolari: è una scelta poco invasiva che permette di ridurre le infiammazioni, sciogliere le contratture muscolari e stimolare il metabolismo, il tutto offrendo anche un effetto analgesico

Inoltre, grazie al progresso tecnologico, è possibile eseguire questo genere di terapia a domicilio con il supporto di apposite apparecchiature: tra queste, 2A Group propone Dolcontrol, indicato anche per il trattamento dell’ernia del disco

Dolcontrol nasce proprio per chi desidera eseguire la terapia a ultrasuoni nell’intimità di casa propria: questo dispositivo ti permette di alleviare i sintomi dell’ernia in modo semplice ed efficace. L’apparecchio ti consente di accelerare i processi riparativi e antinfiammatori, riducendo il tempo necessario al recupero. Inoltre, la sua sicurezza è certificata dal Ministero della Salute

Trattare l’ernia del disco con la magnetoterapia 

Dispositivo magnetoterapia RigenAct

Per via della sua scarsissima invasività, la magnetoterapia ha trovato ampia applicazione nel trattamento  delle patologie muscolari, scheletriche e articolari. Grazie a questo metodo è possibile ottenere un effetto analgesico e una riduzione dell’infiammazione, favorendo un recupero più rapido

Anche per quel che riguarda la magnetoterapia, 2A Group ti propone un pratico dispositivo: RigenAct.

L’apparecchio, se nella versione portatile, può essere indossato sull’area interessata senza limitare le tue possibilità di movimento. Anche in questo caso, la sicurezza del prodotto è certificata dal Ministero della Salute

Terapie in grado di sostenerti 

La tua schiena ti sostiene, noi sosteniamo lei! Grazie agli effetti analgesici e antinfiammatori offerti dai nostri dispositivi per la magnetoterapia e l’ultrasuonoterapia potrai godere di un recupero più rapido dall’ernia del disco, tornando presto a vivere la tua quotidianità al meglio. 

Rivolgiti all’esperienza del tuo ortopedico di fiducia e alla nostra competenza nel campo degli apparecchi elettromedicali per liberarti dal dolore! 

Fonti:

1 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3275148/ 

2 https://www.humanitas.it/malattie/ernia-del-disco/

3 https://www.fisioterapiaitalia.com/blog/ernia-disco/ 

4 https://fisioclinic.eu/lernia-cervicale-e-lernia-lombare-quali-sono-i-sintomi-e-come-curarli/

5 https://www.humanitas.it/malattie/ernia-del-disco/

6 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6235196/

artrosi delle ginocchia: magnetoterapia o ultrasuoni

La nostra vita è un viaggio e come tutti i viaggi si compone di tanti piccoli passi. E sappiamo bene che per camminare non si può fare a meno delle ginocchia! 

Oggi l’artrosi del ginocchio, detta anche gonartrosi, è una delle più comuni malattie degenerative che causano disabilità nei pazienti anziani1: le varie forme di artrosi sono infatti un problema diffuso nelle popolazioni che invecchiano. Ma ciò non significa che questa patologia debba fermarti! 

Noi di 2A Group desideriamo mettere a tua disposizione la nostra esperienza nel campo della magnetoterapia e dell’ultrasuonoterapia per guidarti nel riconoscimento dei sintomi della gonartrosi e nella scelta del trattamento più adeguato

Cos’è l’artrosi del ginocchio? 

Uomo anziano si tiene il ginocchio dolorante

Come curare l’artrosi del ginocchio? Il nostro viaggio, qualunque sia la patologia da trattare, ha sempre lo stesso punto di partenza: la conoscenza

L’artrosi, detta anche osteoartrite, è la malattia articolare più comune nei pazienti adulti di tutto il mondo2. Trattandosi di una patologia di tipo degenerativo, la sua incidenza aumenta con l’età, ma esistono anche fattori di rischio che ne favoriscono lo sviluppo. L’artrosi del ginocchio (o gonartrosi) è una forma particolare che coinvolge questa articolazione. Nei pazienti di sesso maschile si presenta più comunemente nel ginocchio destro, mentre nei pazienti di sesso femminile la destra e la sinistra sono colpite con la stessa frequenza

La gonartrosi è una patologia cronica dovuta alla degenerazione della cartilagine articolare del ginocchio3: il progressivo lesionarsi della cartilagine comporta dolore, difficoltà di movimento e, in casi estremi, anche la deformazione dell’articolazione. 

Per sua natura, si tratta di una condizione legata all’usura dell’articolazione, quindi connessa con l’avanzare dell’età o con attività che sottopongono il ginocchio a forte sollecitazione, o ancora con traumi e interventi chirurgici. Inoltre, la patologia si può collegare ad altre condizioni parafisiologiche come il ginocchio varo e il ginocchio valgo. 

Quali sono i sintomi dell’artrosi del ginocchio? 

Uomo anziano si tiene il ginocchio a causa di un dolore

Il primo passo per eliminare il disagio provocato da una patologia è riconoscerne prontamente i sintomi. Come le altre forme di artrosi, la gonartrosi si manifesta con sintomi dolorosi4, che si presentano sia in movimento sia a riposo. Si tratta in particolare di un dolore sordo e meccanico, che in una prima fase della malattia insorge in seguito all’attività prolungata; col progredire del disturbo, il sintomo inizia a manifestarsi anche dopo movimenti semplici come alzarsi in piedi. 

Tra gli altri sintomi dell’artrosi del ginocchio vi sono inoltre il gonfiore e la rigidità dell’articolazione; a questo si potrebbe aggiungere un versamento articolare, che provoca un’ulteriore limitazione del movimento. 

La prevenzione della gonartrosi 

Uomo si tiene il ginocchio a causa di un dolore

La prevenzione è sempre la tua migliore alleata, grazie a cui potrai scongiurare l’insorgere o il progredire di molti disturbi. Essendo una patologia fortemente legata all’usura della cartilagine, l’artrosi del ginocchio può essere tenuta sotto controllo con alcuni accorgimenti: queste attenzioni ti aiuteranno a preservare più a lungo l’articolazione e continuare a muovere i tuoi passi in tutta comodità. 

Dal momento che la gonartrosi è più comune nei pazienti anziani, è importante che a partire dai 40 anni si inizi a fare attenzione alle attività svolte: infatti alcuni sport come il calcio, la corsa, il rugby o il tennis, se praticati spesso, possono danneggiare le articolazioni; una buona idea quindi potrebbe essere sostituirli con altri, più indicati per la cura delle articolazioni, come per esempio il nuoto, lo yoga, la cyclette o il tapis roulant. 

Allo stesso modo, alcuni mestieri e posture possono logorare le articolazioni, ma anche una vita  eccessivamente sedentaria è sconsigliata: infatti può provocare l’irrigidimento degli arti. Un fattore di rischio per la gonartrosi è rappresentato dall’obesità, dal momento che le ginocchia sono deputate a sostenere il peso del nostro corpo. Una dieta bilanciata è molto importante, non solo per la propria linea: infatti le vitamine A, B12, C e K e gli Omega 3 nutrono le nostre articolazioni; al contrario, le proteine animali, l’alcool, il caffè e i cibi troppo salati possono causare la riduzione della massa ossea. 

Come si diagnostica l’artrosi del ginocchio? 

La diagnosi è uno step molto importante nel trattamento della gonartrosi: è fondamentale che venga eseguita tempestivamente, dal momento che ad oggi l’unico approccio offertoci dalla medicina è di tipo conservativo. Se hai notato qualcuno dei sintomi descritti nei paragrafi precedenti, prenota una visita di controllo: consentirà alle tue ginocchia di continuare a sostenerti a lungo! 

Il medico raggiunge la diagnosi tramite un esame clinico e radiografico. Una volta esaminata la specificità del caso, si può valutare un intervento chirurgico, grazie a cui può essere inserita una protesi selezionata in base alla situazione. 

Come trattare l’artrosi del ginocchio 

Uomo si tiene il ginocchio dolorante

Una volta ottenuta una diagnosi da parte del tuo medico di fiducia, finalmente potrai imboccare il tuo percorso terapeutico e liberarti dal dolore. Come trattare l’artrosi del ginocchio dunque? Se la patologia è ancora in fase iniziale, si procede con un semplice approccio conservativo, basato su terapie farmacologiche infiltrative e fisioterapia. 

Laddove invece la gonartrosi fosse già in fase avanzata, si possono valutare le opzioni chirurgiche: oggi la medicina offre tecniche mini-invasive, che garantiscono un impatto molto ridotto sulla quotidianità del paziente. L’intervento chirurgico prevede anche una breve degenza in ospedale, durante cui si eseguono esercizi di mobilizzazione sia passiva sia attiva 

È comunque preferibile ottenere una diagnosi precoce, così da poter optare per i trattamenti meno invasivi.  Esistono infatti molte opzioni non chirurgiche per il trattamento della gonartrosi5, tra cui anche trattamenti non farmacologici, come l’esercizio fisico e il monitoraggio del peso. Possono contribuire al miglioramento della condizione6: 

esercizi in acqua; 

corrente interferenziale

terapia manuale

utilizzo di campi elettromagnetici pulsati tramite la magnetoterapia

ultrasuonoterapia.

Artrosi delle ginocchia: magnetoterapia o ultrasuonoterapia 

Noi di 2A Group ci occupiamo da tempo di fornire apparecchi grazie a cui i pazienti possono trattare le proprie patologie muscolari, scheletriche e articolari comodamente a casa propria. Data la nostra esperienza nel campo, capita che ci venga chiesto: “per la cura dell’artrosi delle ginocchia: magnetoterapia o ultrasuonoterapia?”. La risposta è: dipende dal caso! 

Di seguito troverai le informazioni che ti occorrono su questi due approcci terapeutici. Prima di sceglierne uno, rivolgiti sempre al tuo medico. 

Come trattare l’artrosi del ginocchio con la magnetoterapia 

Apparecchio di magnetoterapia RigenAct

La gonartrosi, come le altre forme di artrosi, può essere trattata con l’ausilio della magnetoterapia7: essa utilizza gli impulsi elettromagnetici allo scopo di alleviare i sintomi dolorosi e le infiammazioni. Inoltre, stimola la circolazione sanguigna e migliora l’ossigenazione dei tessuti, favorendo l’effetto analgesico e il riassorbimento degli edemi

Noi di 2A Group offriamo RigenAct, un dispositivo elettromedicale grazie a cui potrai eseguire la magnetoterapia in tutta comodità, anche a casa tua. I vantaggi quindi non riguardano solo la riduzione del dolore causato dall’artrosi del ginocchio, ma anche la tua massima libertà di movimento. 

Come curare l’artrosi del ginocchio con l’ultrasuonoterapia 

Dispositivo di Ultrasuonoterapia Dolcontrol

Tra i nostri principali alleati nella cura della gonartrosi c’è anche l’ultrasuonoterapia8, un trattamento di tipo meccanico, eseguito con l’aiuto di un manipolo che vibra ad altissima frequenza: in questo modo si favorisce l’aumento della vascolarizzazione, del metabolismo cellulare e il rilassamento muscolare, con la conseguente riduzione dei dolori muscolo-scheletrici

Dolcontrol è il dispositivo di 2A Group che ti consente di compiere molti passi in avanti nel trattamento dell’artrosi del ginocchio, ma senza il bisogno di muoverti da casa tua. Si tratta anche in questo caso di un dispositivo portatile, sicuro e di facile utilizzo: con il suo supporto vengono accelerati i processi antinfiammatori e riparativi, con la conseguente riduzione dei tempi di recupero

Continua a camminare per la tua strada 

Trattare l’artrosi del ginocchio: magnetoterapia o ultrasuonoterapia? In entrambi i casi avrai a tua disposizione opzioni terapeutiche valide, in grado di sostenerti nel tuo percorso di cura. Il tuo medico di riferimento saprà indicarti la più adeguata in base alle specifiche esigenze del tuo caso. 

Noi di 2A Group ti garantiamo la nostra massima disponibilità, consentendoti coi nostri apparecchi elettromedicali di proseguire serenamente il tuo cammino. 

Fonti:

1 https://www.hkmj.org/abstracts/v25n2/127.htm 

2 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2841860/ 

3 https://www.humanitas.it/malattie/gonartrosi/ 

4 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5638628/

5 https://www.hkmj.org/abstracts/v25n2/127.htm

6.  https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30414367/ 

7 https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S096522991300126X?via%3Dihub 

8 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK547717/ 

come affrontare dolori muscolari e ossei gli strumenti per star bene

Tutti desideriamo vivere una vita piena, ricca di gioie, opportunità ed esperienze: in altre parole, tutti vogliamo essere liberi di muoverci. I dolori muscolari e ossei possono rappresentare un ostacolo al nostro obiettivo. Ma superarlo oggi può essere semplice: la corretta informazione e una visita presso il tuo specialista di riferimento possono aiutarti a comprendere come curare i dolori muscolo-scheletrici e tornare alle tue attività preferite in men che non si dica. 

Noi di 2A Group vogliamo fare la nostra parte: qui troverai alcune informazioni utili grazie a cui ti sarà più semplice individuare i giusti rimedi per i dolori alle ossa e ai muscoli. 

Dolori muscolo-scheletrici: cosa sono? 

Dolore ginocchio

Sappiamo bene che l’insorgenza di un sintomo doloroso è indice che c’è qualcosa di cui è opportuno prendersi cura quanto prima. Le patologie muscolo-scheletriche1 sono infatti accompagnate da dolori alle ossa, alle articolazioni, ai legamenti, ai tendini o ai muscoli. Anche i fastidi cervicali, alla colonna vertebrale o alla schiena non devono essere trascurati. Il tuo viaggio verso la guarigione inizia con l’attenzione ai sintomi. 

Tuttavia, quando si presenta un dolore diffuso, può capitare di non riuscire a individuarne immediatamente la causa. Rivolgersi al professionista giusto è il primo passo da intraprendere per evitare che la condizione si cronicizzi. Eppure, succede spesso che i pazienti non sappiano quale specialista contattare quando emergono problemi di questo tipo: per poter curare i dolori alle ossa o ai muscoli in modo corretto ed efficace è necessario innanzitutto saperli distinguere

Il dolore, per quanto non ci piaccia, può essere nostro alleato: infatti questo sintomo evidente ci segnala la presenza di una patologia muscolo-scheletrica, spingendoci ad agire per liberarcene. Ed è proprio il dolore la manifestazione più frequente di questi disturbi2: può essere lieve o acuto, di breve durata o cronico, diffuso o localizzato. 

In ciascuno di questi casi, i dolori muscolo-scheletrici hanno una funzione ben precisa: avvisarci della presenza di un disturbo a carico delle ossa, delle articolazioni, dei tendini, dei legamenti, dei muscoli o delle borse o ancora, il sintomo può indicare una combinazione di questi elementi

Le cause più comuni sono, naturalmente, i traumi. Tuttavia, il problema può avere varie origini: è sempre opportuno affidarsi alla competenza di un professionista per la loro diagnosi. E per poterlo fare, bisogna essere in grado di distinguere tra dolori ossei e dolori muscolari. Ecco come fare. 

I dolori ossei più frequenti 

Anziano signore si tiene la spalla a causa di un dolore

Come curare i dolori alle ossa? Il viaggio verso la guarigione inizia sempre dallo stesso punto di partenza: una corretta diagnosi. Per individuare i migliori rimedi per i dolori alle ossa che ti hanno colpito, bisogna capirne innanzitutto l’origine. 

Come si presenta il dolore alle ossa?3 Il sintomo si manifesta come un fastidio intenso, da non confondere con quello tipico dei dolori muscolari o articolari. Infatti, a differenza di questi, il dolore alle ossa si percepisce non solo durante l’attività fisica, ma anche a riposo. Questa peculiarità ti permetterà di identificarlo più facilmente e descriverlo correttamente al tuo medico. 

Inoltre, si può presentare come profondo, penetrante o sordo. Bisogna anche tener conto del fatto che spesso il dolore osseo si manifesta di pari passo con l’avanzare degli anni, quando tanto la massa muscolare quanto la densità ossea tendono a diminuire, predisponendo a lesioni e fratture. 

I dolori muscolari più frequenti 

Anche per capire come curare i dolori muscolari (o mialgie) bisogna partire col piede giusto: la corretta identificazione del problema. Le cause della mialgia4 possono essere molteplici: spaziano infatti dai traumi alle lesioni, dall’esercizio fisico troppo intenso ai lavori usuranti

Di norma è lo sforzo fisico eccessivo o prolungato a dare origine al dolore, ma anche lo stress e le posture scorrette possono favorire l’affaticamento muscolare: in questo caso le parti interessate saranno soprattutto la schiena, le spalle e il collo. 

Dal momento che i dolori muscolari possono anche essere un campanello d’allarme per altre patologie, è necessario non sottovalutarli e porvi attenzione. Innanzitutto, bisogna riconoscere il sintomo e non confonderlo con un dolore osseo o articolare: la manifestazione dolorosa in questo caso può essere localizzata o diffusa, ma riguarda esclusivamente i muscoli. 

Dolori ossei: le cause più comuni 

La causa dei dolori ossei è da ricercarsi in eventi traumatici o malattie che compromettono la struttura delle ossa o il loro funzionamento. L’origine del problema può quindi essere di varia natura, il che rende sempre opportuno l’intervento di un professionista. 

I dolori ossei possono essere provocati da patologie comuni, come l’artrite, l’artrosi o l’osteoporosi; più singolari, come ad esempio la sifilide; da problemi gravi, come la leucemia o i tumori delle ossa. Rivolgersi a uno specialista per una corretta diagnosi consente quindi di scacciare ogni dubbio e, qualunque sia l’esito degli esami, imboccare un percorso terapeutico appropriato

Dolori muscolari: le cause più comuni 

Signora si tiene la schiena a causa di dolori muscolari

Come i dolori ossei, anche i dolori muscolari possono originarsi in molti modi diversi, con vari livelli di gravità. Sebbene lo sforzo fisico eccessivo sia la principale causa, in caso i sintomi fossero persistenti è di grande importanza per la salute contattare il medico per una visita di controllo

Le mialgie sono molto comuni e solitamente non gravi. Di norma, sono legate a5

tensione

stress; 

sforzi eccessivi o troppo prolungati; 

traumi e lesioni, come contratture, strappi o distorsioni. 

Altra causa molto comune sono le patologie come l’artrite, l’artrosi, la tendinite o la fibromialgia. In tutti questi casi, il dolore è localizzato e riguarda i muscoli della parte interessata. 

Inoltre, questo sintomo può indicare la presenza di una malattia sistemica, ovvero che interessa l’intero organismo: in quest’ultimo caso, il dolore muscolare sarà generalizzato. Questo accade normalmente quando si contrae la comune influenza, ma può essere un sintomo anche di patologie più complesse. I dolori muscolari diffusi infatti possono essere provocati da: 

malattie infettive; 

disturbi autoimmuni; 

disturbi metabolici. 

Rimedi per i dolori alle ossa 

Dispositivo portatile di magnetoterapia RigenAct

Una volta identificata la causa, il medico ti indicherà come curare i dolori alle ossa: il giusto percorso terapeutico può essere imboccato solo in seguito alla sua diagnosi. Le terapie analgesiche ti aiuteranno certamente a liberarti del dolore e rimetterti in movimento; tuttavia, non bisogna trascurare le cause scatenanti (soprattutto se gravi) per dire addio per sempre al problema e riprendere la tua serena quotidianità. 

Oltre ai farmaci che si possono assumere per via orale, esistono altre forme di terapia che favoriscono il recupero, riducono i sintomi e soprattutto presentano meno effetti collaterali: si tratta dell’ultrasuonoterapia e della magnetoterapia. Abbiamo visto infatti come, tra le cause scatenanti dei dolori ossei, possano esservi anche artrite, artrosi e osteoporosi: sia la terapia a ultrasuoni che la magnetoterapia sono indicate per il trattamento dei sintomi dolorosi provocati da queste malattie, consentendo ai pazienti un recupero più rapido. 

Rimedi contro i dolori muscolari 

Dispositivo di ultrasuonoterapia Dolcontrol

Come far passare i dolori muscolari, invece? Anche in questo caso, per scegliere la terapia più consona occorre prima di tutto una diagnosi da parte del vostro medico di riferimento: conoscere la natura del problema ti consentirà di intraprendere un percorso di cura adatto al tuo caso

I dolori dei muscoli, essendo spesso meno gravi di quelli che invece interessano le ossa, sono anche più comuni e si legano frequentemente a sintomi infiammatori. Quindi, per poter dire loro addio, non solo è necessario trattarne la causa, come per esempio la malattia influenzale o il problema posturale: occorre anche trovare lo strumento giusto per lenire l’infiammazione

L’ultrasuonoterapia, favorendo gli scambi cellulari e intercellulari, il rilassamento muscolare, il ricambio linfatico e l’assorbimento degli edemi, è un prezioso strumento non solo in termini di effetti analgesici, ma anche come trattamento antinfiammatorio. 

Anche la magnetoterapia, migliorando la circolazione sanguigna, produce ottimi effetti sull’ossigenazione dei tessuti, sulla loro guarigione e sulla riduzione dell’infiammazione. 

Alleviare i dolori ossei e muscolari: oggi si può 

L’ultrasuonoterapia e la magnetoterapia sono gli alleati che stavi cercando per aiutarti a ridurre i dolori muscolari e ossei. Noi di 2A Group ti invitiamo a scoprire assieme a noi i dispositivi che renderanno lo svolgimento di questi trattamenti ancor più semplice, comodo e intimo: rivolgiti a noi per informazioni su Dolcontrol e RigenAct, i tuoi strumenti elettromedicali per la terapia a domicilio. Con loro, tornerai presto a muoverti in libertà! 

Fonti:

  1. https://www.humanitas.it/news/dolore-muscolo-scheletrico-cosa-intervenire/
  2. https://www.msdmanuals.com/it-it/casa/disturbi-di-ossa,-articolazioni-e-muscoli/sintomi-delle-patologie muscoloscheletriche/dolore-muscoloscheletrico
  3. https://www.humanitas.it/sintomi/dolore-alle-ossa/
  4. https://www.humanitas.it/sintomi/dolori-muscolari/
  5. https://www.my-personaltrainer.it/salute/dolore-muscolare-mialgia.html

epicondilite laterale cause, sintomi e cure

A chi non è mai capitato di sentir usare l’espressione “gomito del tennista”? Con essa si fa riferimento a un disturbo chiamato epicondilite, che riguarda proprio il gomito. Ma il suo nome, nato perché l’attività del tennis mette sotto pressione l’articolazione del gomito, ci dà immediatamente un’idea di ciò che questa patologia va a limitare: la nostra libertà di movimento. 

Scegliere il trattamento più adatto per la tua epicondilite laterale ti consentirà di liberarti dal dolore e tornare a svolgere le tue attività preferite. Noi di 2A Group siamo a tua disposizione per fornirti tutte le informazioni che ti occorrono per riconoscere i sintomi dell’epicondilite, individuarne le cause e selezionare il percorso terapeutico più consono con l’aiuto del tuo medico di fiducia. 

Cos’è l’epicondilite, o “gomito del tennista” 

Uomo si mantiene il gomito dolorante

Iniziamo col capire di cosa parliamo quando usiamo il termine “epicondilite” o “gomito del tennista”. L’epicondilite laterale è un disturbo piuttosto comune¹: infatti, colpisce una media di 4-7 persone su 1000in Italia in particolare, interessa una fetta della popolazione compresa tra l’1% e il 3%, specialmente con età compresa tra i 25 e i 60 anni². Come il suo stesso nome suggerisce, l’epicondilite laterale è un disturbo a carico del gomito provocato dalla degenerazione del tendine e dalla sua inserzione ossea sull’epicondilo omerale, ovvero la sporgenza ossea terminale dell’omero presente nel gomito. La sua origine si deve al sovraccarico tendineo, causato da una continua sollecitazione dei muscoli epicondiloidei: parliamo quindi di quei muscoli che consentono di estendere il polso e le dita delle mani. 

La condizione comporta un’infiammazione, che si origina quando i tendini, per via della degenerazione, si ritrovano ad avere le fibre elastiche scompaginate. L’epicondilite appartiene quindi al gruppo delle patologie degenerative. Il disturbo comporta: 

perdita di elasticità del tendine

• compromissione dei movimenti del polso e del gomito; 

dolore irradiato nel braccio. 

Per queste sue caratteristiche, l’epicondilite tende a diventare cronica e deve essere trattata con prontezza, proprio allo scopo di scongiurare questa eventualità. 

Quali sono le cause dell’epicondilite? 

Ragazzo si mantiene il gomito dolorante

Come gran parte delle condizioni degenerative muscolo-scheletriche e articolari, anche l’epicondilite è causata da un sovraccarico funzionale: un uso eccessivo dell’articolazione del gomito può provocare il disturbo; tuttavia, la patologia può essere originata anche da un trauma

Per sua natura, l’epicondilite laterale si manifesta con maggiore frequenza in pazienti che si trovano a ripetere continuamente movimenti che interessano gomiti, polsi e mani, oppure debbono mantenere il gomito e il braccio in una posizione innaturale per lunghi lassi di tempo. Ciò può accadere svolgendo determinate attività sportive, come ci suggerisce il nome “gomito del tennista”, ma non solo: anche stare seduti a lungo davanti al computer può indurre l’epicondilite

Trattandosi si una patologia di tipo degenerativo, la prevenzione gioca un ruolo fondamentale: chi svolge attività che possono innescare questa condizione può evitarne l’insorgenza o rallentarne il progresso rivolgendosi prontamente al proprio medico e adottando misure profilattiche. 

I sintomi dell’epicondilite 

Il tuo corpo ti fornisce importanti campanelli d’allarme: ponendovi attenzione, potrai riconoscere l’epicondilite in fase iniziale e trattarla prima che si cronicizzi. Se tra i sintomi che stiamo per elencare ne riconosci qualcuno che ti ha interessato recentemente, non esitare a contattare il tuo medico. 

Nel caso dell’epicondilite laterale, il sintomo principale è il dolore. Sfortunatamente, si tratta di un disturbo particolarmente doloroso, ma proprio per questo i pazienti si sentono sollecitati a intraprendere tempestivamente un percorso di cura. In fase iniziale, la manifestazione dolorosa risulta circoscritta all’articolazione del gomito e si presenta solo quando si estende il polso o la mano contro una resistenza. Il dolore poi aumenta in seguito a sollecitazioni che riguardano i muscoli dell’avambraccio. 

Se in un primo momento il sintomo si presenta solo quando si effettuano dei movimenti, col progredire della condizione il dolore si irradia lungo il braccio, persistendo anche a riposo. Il dolore inoltre può essere accompagnato da formicolio alle braccia, gonfiore e rigidità delle articolazioni. 

Chi colpisce l’epicondilite? 

Ragazza gioca a tennis e si mantiene il gomito

Abbiamo visto come il gomito del tennista sia una condizione degenerativa provocata da determinati tipi di sollecitazione. Per questo è più facile riscontrarla in pazienti più anziani, ma può riguardare persone in tutte le fasce d’età a seconda del tipo di attività quotidianamente svolte. L’epicondilite riguarda più frequentemente il braccio dominante. 

In generale, chiunque compia un’attività ripetitiva che coinvolga torsione ed estensione del polso, sollevamento di pesi e sovraccarico dei muscoli dell’avambraccio, può manifestare l’epicondilite. In particolare, l’epicondilite laterale può riguardare atleti che praticano sport con racchetta (non solo il tennis) o sport da lancio, ma anche scherma o golf. 

Alcuni tipi di attività professionali e ricreative possono inoltre esporre al rischio di essere soggetti all’epicondilite laterale. Si parla di mestieri (per esempio il falegname o il carpentiere) o hobby (come suonare il violino o il  giardinaggio) in cui si abbia un’intensa sollecitazione del gomito e del polso o in cui si compiano movimenti ripetitivi delle mani e dei polsi. 

Prevenire il gomito del tennista 

La prevenzione è sempre la migliore alleata della tua salute. Soprattutto quando si parla di patologie legate all’usura delle articolazioni, è possibile tenere sotto controllo le proprie azioni e agire consapevolmente per circoscrivere i fattori di rischio. 

Per prevenire l’insorgere o il peggiorare dell’epicondilite laterale, la scelta migliore è ridurre al minimo attività che comportino sforzi eccessivi legati al movimento del braccio, oltre naturalmente ai traumi che possono provocare danni diretti. 

Naturalmente, la soluzione ideale sarebbe evitare in toto di sovraccaricare tendini e articolazioni, ma ciò non sempre è possibile, per ovvie ragioni. Se inizi ad avvertire i formicolii o i dolori descritti, prenota prontamente una visita di controllo. 

Come si diagnostica l’epicondilite laterale? 

Se i sintomi che abbiamo descritto ti sono familiari e sospetti di soffrire di epicondilite, il prossimo passo per liberarti da dolori e fastidi è rivolgerti a uno specialista per una diagnosi ufficiale e per la prescrizione della terapia³.

Per diagnosticare il gomito del tennista, il medico si basa principalmente sulla storia clinica del paziente e sulla visita specialistica; infatti, si tratta di una patologia per cui le indagini radiologiche non offrono solitamente informazioni di rilievo. 

Normalmente, il paziente manifesta dolore sul gomito laterale: a partire da questo sintomo, lo specialista effettuerà dei controlli, toccando la parte interessata per esaminarla ed eseguendo test di provocazione

Una volta verificata la presenza del disturbo, si potrà procedere allo step successivo: il suo trattamento.

Curare l’epicondilite con magnetoterapia e ultrasuonoterapia 

Dolcontrol e RigenAct per curare l'epicondilite

Come curare l’epicondilite? Oggi la medicina opta per un approccio principalmente conservativo, che impedisca al disturbo di progredire e cronicizzarsi. A tale scopo, si adottano vari strumenti: 

  • utilizzo di antinfiammatori; 
  • terapie fisiche, fisioterapia e stretching; 
  • riposo dell’arto

Tutto ciò ha l’importante obiettivo di incrementare l’elasticità del tendine e la vascolarizzazione. 

Tra gli strumenti più preziosi messi a tua disposizione dalla scienza per la diagnosi e il trattamento del gomito del tennista vi sono gli ultrasuoni⁴. Oggi il loro utilizzo in campo terapeutico consente di intervenire su un gran numero di patologie e disturbi, inclusa l’epicondilite laterale. Grazie a questo approccio è infatti  possibile ridurre efficacemente il sintomo doloroso e migliorare la mobilità dell’articolazione del gomito⁵.

Anche la magnetoterapia, grazie alla sua funzione antinfiammatoria, rappresenta una forma di fisioterapia che trova applicazione nel percorso di cura dell’epicondilite. Inoltre, trattandosi di un approccio tra i meno invasivi oggi disponibili, è adatto alla maggior parte dei pazienti.

Entrambi gli approcci dell’ultrasuonoterapia e della magnetoterapia rappresentano delle soluzioni efficaci, tecnologiche e senza effetti collaterali che ti permetteranno di compiere un vero e proprio viaggio di benessere per ritrovare la tua libertà di movimento. 

Il tuo medico di riferimento sarà in grado di preparare un piano per la cura dell’epicondilite in linea con le esigenze del tuo caso. 

Accogli il benessere a braccia aperte 

Grazie al progresso della medicina e della tecnologia, oggi la distanza che ti separa dal benessere si è accorciata di molti passi: avrai facilmente a disposizione gli strumenti che ti occorrono per trattare la tua epicondilite, anche a domicilio. Noi di 2A Group ti affiancheremo passo dopo passo, proponendo dispositivi moderni e d’avanguardia per l’ultrasuonoterapia e la magnetoterapia: contattaci dopo aver consultato il tuo medico e ti forniremo tutto ciò di cui hai bisogno. 

Fonti:

  1.  https://www1.racgp.org.au/ajgp/2020/november/lateral-epicondylitis/
  2.  https://www.humanitas.it/malattie/gomito-del-tennista-o-epicondilite/
  3. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1877056819302609?via%3Dihub%20-%20https://www1.racgp.org.au/ajgp/2020/november/lateral-epicondylitis/
  4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5367546/
  5. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7991874/

LA REPUBBLICA 2A GROUP RIVOLUZIONA LA CURA DELL’ARTROSI E DEL DOLORE MUSCOLO-SCHELETRICO CON I SUOI ELETTROMEDICALI EFFICACI, EFFICIENTI E ALTAMENTE TECNOLOGICI…

artrite reumatoide dalla diagnosi alla cura

Una vita serena e piena: questo è ciò che desideriamo per noi stessi e per le persone che ci stanno a cuore. Oggi la moderna medicina mette a disposizione numerosi strumenti che renderanno il tuo sogno una realtà tangibile per molti anni. Le patologie croniche, come l’artrite reumatoide, diventano giorno dopo giorno un ostacolo sempre più facile da aggirare grazie al progresso della scienza. Conoscere al meglio la natura del disturbo ti consentirà di individuare più facilmente il percorso terapeutico adatto e trarne il massimo giovamento. Segui i consigli e le indicazioni di chi, come 2A Group, ha fatto del trattamento dei dolori articolari la propria missione.

Cos’è l’artrite reumatoide?

Artrite reumatoide mani

Per impedire che l’artrite reumatoide ti blocchi devi prima di tutto conoscerla. Esistono infatti diversi tipi di malattie reumatiche croniche: un adeguato percorso di cura inizia, prima ancora che con la diagnosi, con la corretta identificazione dei sintomi.

Per cominciare il tuo trattamento col piede giusto, devi innanzitutto sapere che l’artrite reumatoide1 è una malattia infiammatoria cronica sistemica che va a interessare le articolazioni, sia grandi che piccole. Tra le varie forme di artrite infiammatoria esistenti è la più comune. Trattandosi di un disturbo molto diffuso, ha un grosso effetto sociale, che però può essere ridotto con la scelta della terapia più adeguata.

Già una prima osservazione delle articolazioni di una persona colpita da artrite reumatoide può farci intuire la natura della situazione: infatti queste, oltre a risultare dolenti, hanno un aspetto tumefatto e, col passare del tempo, possono deformarsi.

Diagnosticare l’artrite reumatoide con tempestività è importante non solo perché tu possa condurre una comoda e piena quotidianità, ma anche per la tua salute generale: questa patologia infatti può finire col coinvolgere anche i polmoni, gli occhi, i vasi sanguigni, la cute e le membrane sierose. Inoltre, è opportuno sapere che esistono anche due varianti dell’artrite reumatoide più rare, ma che bisogna essere in grado di identificare con prontezza qualora si manifestassero:

  1. la sindrome di Felty2, che comporta un ingrossamento della milza, la riduzione dei granulociti neutrofili all’emocromo e febbre;
  2. la sindrome di Caplan3, detta anche pneumoconiosi reumatoide.

La conoscenza di questa malattia infiammatoria cronica ti consentirà, qualora si dovesse presentare, di imboccare subito la strada giusta, rivolgendoti tempestivamente allo specialista più qualificato.

Quali sono le cause dell’artrite reumatoide?

Donna si tiene il ginocchio a causa di un dolore

Conoscere cosa può provocare l’insorgere di una malattia è un importante strumento che ci permette di scongiurarne la comparsa il più possibile. Anche laddove la causa fosse dovuta a fattori che non sono sotto il nostro controllo, come per esempio la predisposizione genetica, disporre di tutte le informazioni è comunque una risorsa valida che ci porterà a prestare la dovuta attenzione a eventuali campanelli d’allarme.

È questo il caso dell’artrite reumatoide, che, stando a quanto oggi riportato dagli studi medici, non ha un’unica causa.

Iniziamo col capire cosa sia l’artrite4, di cui l’artrite reumatoide è la forma più nota. Si tratta, come abbiamo visto, di una malattia infiammatoria che si manifesta soprattutto tramite dolore e gonfiore alle articolazioni. Questo si ripercuote naturalmente sulla mobilità, con conseguenze più o meno pesanti a seconda della gravità del caso. Si tende spesso a confondere l’artrite con l’artrosi ma, nell’ottica di imboccare il giusto percorso terapeutico, è molto importante fare chiarezza sulla differenza tra le due patologie e sulle cause della loro insorgenza.

L’artrosi è una malattia di tipo degenerativo che interessa le cartilagini delle articolazioni; di conseguenza, si manifesta il più delle volte intorno ai 50 anni. Al contrario, l’artrite ha natura autoimmune: ciò significa che può svilupparsi in pazienti di tutte le età, non essendo legata all’usura della cartilagine. Riconoscendola precocemente potrai contenere l’infiammazione e godere di un maggiore benessere.

Data la sua natura, l’artrite reumatoide non è riconducibile a una causa unica. Sono molti i fattori5 che possono intervenire5: sappiamo che, naturalmente, il disturbo si manifesta nelle persone geneticamente predisposte. Tuttavia, gli studi6 suggeriscono che l’attivazione immunitaria6 possa dipendere da un evento scatenante di tipo ambientale: in tal senso, non è detto che alla predisposizione corrisponda la risposta autoimmune.

Oggi sappiamo inoltre che esistono anche cause non genetiche che possono provocare l’insorgere dell’artrite reumatoide:

  1. il sesso biologico;
  2. le infezioni virali;
  3. il fumo;
  4. alcuni fattori ormonali;
  5. l’obesità.

Chi può contrarre l’artrite reumatoide?

Data la sua natura autoimmune, l’artrite reumatoide può riguardare pazienti in tutte le fasce di età. Non si tratta, come abbiamo visto, di una malattia degenerativa come l’artrosi, quindi la sua insorgenza non è necessariamente legata al naturale processo di invecchiamento. Tuttavia, l’infiammazione alle articolazioni data dall’artrite peggiora col passare del tempo: prestare attenzione ai campanelli d’allarme è quindi sempre la scelta giusta.

Il primo elemento da non trascurare è la genetica: se nella tua famiglia sono presenti casi di artrite reumatoide, non sottovalutare eventuali sintomi, così da intraprendere le cure mediche adeguate con la massima tempestività in caso si rivelassero necessarie.

Oltre alla familiarità esistono altri elementi che rendono più probabile l’insorgere dell’artrite reumatoide. Anche se può presentarsi a ogni età, come molte altre malattie anche l’artrite reumatoide riguarda specialmente la popolazione più anziana. Inoltre, il disturbo è più frequente nelle donne, nei fumatori e nelle persone affette da obesità.

Sintomi, esordio e progressione dell’artrite reumatoide

Ragazza si tiene la mano a causa di un dolore

Ogni disturbo, patologia o condizione può essere migliorato o addirittura sconfitto con la giusta cura. Intervenire con tempestività è sempre la soluzione di maggiore efficacia. Per questo è importante saper riconoscere i sintomi, così da poter ricevere una diagnosi di artrite reumatoide quando ancora la condizione infiammatoria è lieve. Se noti uno o più dei sintomi che trovi descritti di seguito, rivolgiti al più presto al tuo medico di fiducia.

L’ideale è accorgersi del manifestarsi dell’artrite reumatoide sin dal principio: le fasi iniziali della patologia comportano dolore e rigidità alle piccole articolazioni; si parla quindi delle mani o dei piedi, dei polsi o delle caviglie. Col progredire dell’infiammazione, verranno interessati anche gomiti, spalle, anche, ginocchia e in generale articolazioni di maggiori dimensioni.

È importante ricordare che si tratta di una malattia infiammatoria: i sintomi sono perciò quelli tipici delle infiammazioni, ovvero rossore, gonfiore, calore e dolore, con conseguente limitazione della mobilità delle articolazioni coinvolte. La rigidità articolare è presente soprattutto al momento del risveglio e, col progredire della malattia, può portare alla deformazione delle articolazioni e alla perdita di funzionalità – problemi che possono essere scongiurati con una diagnosi precoce e col giusto percorso terapeutico.

Anche una generale sensazione di malessere, un senso di affaticamento e la perdita dell’appetito sono elementi che, associati allo stato infiammatorio, devono destare l’attenzione del paziente. Trattandosi di una malattia sistemica, l’artrite reumatoide può provocare fibrosi polmonare, sierositi, vasculiti, nodulosi cutanea e degli organi interni, episcleriti e scleriti, amiloidosi.

Diagnosticare l’artrite reumatoide

Se hai notato la presenza dei sintomi appena descritti, il passo successivo per evitare l’accrescersi dell’infiammazione è contattare il medico per accertare la diagnosi di artrite reumatoide.

Per poter diagnosticare l’artrite reumatoide è necessario innanzitutto constatare la presenza di gonfiore, dolore e rigidità articolare, specialmente al mattino. Se questi sintomi sono presenti, il medico procederà col prescrivere gli esami per l’artrite reumatoide, ovvero:

  • esami di laboratorio per la rilevazione del fattore reumatoide, degli anticorpi CCP e per la misurazione del livello dello stato infiammatorio;
  • esami strumentali, ovvero RX per mani e piedi, MOC, risonanza magnetica ed ecografia articolare.

Laddove il progredire della malattia avesse interessato anche altre parti del corpo oltre le articolazioni, lo specialista provvederà anche a una eventuale spirometria, un ecocardiogramma o una tomografia computerizzata del torace.

Come trattare l’artrite reumatoide?

Il tuo medico ha accertato la diagnosi di artrite reumatoide: che fare? Non permettere a questa patologia di limitarti! Rivolgendoti a realtà che hanno fatto della cura delle patologie articolari il loro obiettivo potrai individuare facilmente il trattamento adatto per rimetterti in moto. 2A Group è pronta ad affiancarti assieme al tuo medico di fiducia, guidandoti nel prossimo step del tuo percorso: quello della cura.

Oggi l’unione tra medicina e tecnologia ha dato vita a due approcci terapeutici che potrai adottare per il trattamento dell’artrite reumatoide: l’ultrasuonoterapia e la magnetoterapia. Di cosa si tratta?

1.  Artrite reumatoide e ultrasuonoterapia

Dolcontrol per l'artrite

Il principio dietro gli ultrasuoni è noto alla scienza da ormai molto tempo: oggi possono essere utilizzati efficacemente per il trattamento dell’artrite reumatoide7.

La terapia a ultrasuoni rientra tra le terapie meccaniche: si impiega infatti un apposito manipolo che emette vibrazioni ad altissima frequenza. Applicando del gel per ecografie alla parte interessata e poggiandovi sopra il manipolo, è possibile trasmettere gli ultrasuoni ai tessuti profondi, riscaldandoli. Questo ha l’effetto di rilassare i muscoli, aumentare la vascolarizzazione e migliorare il metabolismo cellulare, con la conseguente riduzione dell’infiammazione.

Se in seguito agli esami hai riscontrato la presenza dell’artrite reumatoide, ti offriamo la possibilità di effettuare l’ultrasuonoterapia comodamente presso il tuo domicilio grazie a Dolcontrol. Questo dispositivo è un ottimo alleato per chi desidera alleviare il dolore e l’infiammazione causati dalle patologie muscolo scheletriche: praticità, efficienza, sicurezza e facilità di utilizzo lo rendono una scelta eccellente.

Grazie a questo dispositivo elettromedicale, potrai ridurre i tempi di recupero, accelerando il processo antinfiammatorio. Inoltre, il dispositivo è certificato dal Ministero della Salute e quindi idoneo per la detrazione fiscale come spesa medica.

2.  Artrite reumatoide e magnetoterapia

RigenAct per l'artrite

Un altro efficace rimedio per ridurre l’infiammazione da artrite reumatoide è quello offerto dalla magnetoterapia7. Gli impulsi elettromagnetici possono infatti essere sfruttati per alleviare i sintomi: ma come? Grazie all’interazione tra i campi magnetici pulsati e la struttura cellulare.

I vantaggi della magnetoterapia comprendono il recupero delle condizioni fisiologiche, la stimolazione della circolazione sanguigna e una conseguente maggiore ossigenazione dei tessuti. Il tutto produce un effetto analgesico e consente di ridurre lo stato infiammatorio.

Per la tua magnetoterapia a domicilio, 2A Group mette a tua disposizione RigenAct, un dispositivo con cui scoprirai quanto può essere pratico e confortevole trattare l’artrite reumatoide e ridurre l’infiammazione da artrite reumatoide senza rinunciare alle tue attività quotidiane, il tutto godendo dei vantaggi offerti dalla possibilità di selezionare impostazioni personalizzate. Come Dolcontrol, anche RigenAct è un dispositivo medico certificato dal Ministero della Salute.

Le terapie per spegnere la tua infiammazione

Ogni giorno è un viaggio: goditelo appieno passo dopo passo, movimento dopo movimento. Se hai già notato gonfiore, dolore e rigidità articolare, contatta il tuo specialista di riferimento per diagnosticare l’artrite reumatoide con tempestività.

Fonti:

  1. https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(01)06075-5/fulltext
  2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK546693/
  3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK499886/
  4. https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/artrite?highlight=WyJhcnRyaXRlIl0=
  5. https://www.aafp.org/afp/2011/1201/p1245.html
  6. https://www.upmcchianciano.it/sintomi-cause-e-diagnosi-artrite-reumatoide/
  7. https://www.termedia.pl/The-use-of-magnetic-fields-in-treatment-of-patients-with-rheumatoid-arthritis-Review-of%20the-literature,18,28372,0,1.html
i benefici della magnetoterapia e dell’ultrasuonoterapia per l’artrosi

Tutti desideriamo condurre una quotidianità serena e indipendente: cosa fare quindi se subentra un  elemento di disturbo, come quello rappresentato dalle patologie croniche? Oggi la scienza ci viene in  soccorso, mettendo a nostra disposizione molti strumenti utili. Ma per poterli utilizzare correttamente occorre prima conoscere il problema. Ecco tutte le informazioni che ti occorrono su come combattere l’artrosi. 

Che cos’è l’artrosi? 

Anziano si tiene la mano a causa di un dolore

L’artrosi, detta anche osteoartrosi o osteoartrite, è la più comune tra le malattie reumatiche croniche: questa patologia degenerativa cronica ha un forte impatto sulla vita delle persone affette e, essendo tanto diffusa, della popolazione stessa. Tuttavia, nonostante il termine sia di uso comune, capita di confondere questo disturbo reumatico con altri simili, come ad esempio l’artrite. 

Per capire cos’è l’artrosi, occorre notare che si presenta in modo clinicamente eterogeneo e può riguardare ogni articolazione del corpo. Si caratterizza per un deterioramento progressivo di

cartilagine;

tessuto sinoviale, ovvero la membrana in cui l’articolazione è avvolta; 

osso subcondrale, che sta a contatto con la cartilagine stessa; 

capsula articolare

Questo comporta comunemente la comparsa di sintomi dolorosi, la cui frequenza tende ad aumentare col passare del tempo. Un altro campanello d’allarme è rappresentato dalla rigidità articolare, che si presenta specialmente al momento del risveglio o in seguito a un prolungato riposo. 

I sintomi e l’evoluzione dell’artrosi variano notevolmente di soggetto in soggetto, interferendo in modo diverso nella quotidianità: si potrà avere uno sviluppo rapido o un progresso lieve, dolori invalidanti oppure addirittura assenti per lunghi periodi di tempo. Anche le articolazioni interessate possono trovarsi in diverse parti del corpo, come la zona cervicale, il ginocchio, l’anca, la spalla, la schiena, le mani o i piedi. La varietà di  scenari possibili ci fa capire quanto sia importante trattare l’artrosi con trattamenti personalizzati, che tengano conto della specificità della situazione. 

Artrite e artrosi: qual è la differenza? 

Persona anziana si tiene il ginocchio a causa di un dolore

Per intraprendere un viaggio che ti consenta di tornare a vivere pienamente la tua vita, libero di muoverti e svolgere le tue attività preferite, riconoscere correttamente la natura della patologia reumatica è un passaggio fondamentale. Non bisogna quindi scambiare l’artrosi con un altro disturbo simile, ovvero l’artrite: vediamo come distinguerle

Cominciamo col capire cosa accomuni artrite e artrosi3. Si tratta in entrambi i casi di patologie reumatiche che interessano le articolazioni; inoltre, entrambe hanno manifestazioni dolorose e sono accompagnate da rigidità e limitazione dei movimenti delle parti interessate. Questi punti in comune possono portare a confondere l’una con l’altra, eppure è importante distinguere cos’è l’artrosi da cos’è l’artrite: in questo modo scegliere il rimedio adatto sarà più semplice e potrai trarne il massimo giovamento. 

La prima differenza rilevante tra artrite e artrosi riguarda l’età dei pazienti: l’artrite, essendo di origine autoimmune, può insorgere in ogni fase della vita, anche durante l’infanzia; l’artrosi ha invece una natura degenerativa e si presenta quindi solitamente superati i 45 e 50 anni

Anche i sintomi, che abbiamo visto essere simili, non sono identici. L’artrite porta a un’infiammazione delle articolazioni: si manifesta perciò con gonfiore, arrossamento, aumento della temperatura nella parte interessata e, in alcuni casi severi, anche con la deformazione dell’articolazione. 

L’artrosi non è invece una malattia infiammatoria, quindi non comporta il rossore e il gonfiore tipici in questi casi. Essendo causata dall’usura delle articolazioni, interessa di soggetto in soggetto le parti del corpo maggiormente sollecitate: a seconda del peso e delle attività praticate con maggiore frequenza può riguardare le ginocchia o le anche, le mani o la schiena, oppure altre zone del corpo. 

Le principali cause dell’artrosi 

Come abbiamo visto, l’artrosi è provocata dall’usura della cartilagine articolare. Tuttavia, l’artrosi sintomatica non è una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento. Cosa la causa quindi? Sono stati  individuati alcuni fattori di rischio che possono facilitare l’insorgere della patologia. Essi vengono suddivisi in tre categorie principali: 

1. i fattori genetici, ovvero la familiarità; 

2. i fattori costituzionali, come ad esempio l’invecchiamento, il sesso biologico (è più frequente nelle  femmine che nei maschi), l’obesità o la densità ossea; 

3. i fattori locali, solitamente biomeccanici, per esempio le lesioni o i male-allineamenti articolari o l’uso prolungato dell’articolazione, per esempio nel lavoro o nell’attività sportiva. 

È possibile quindi, al fine di prevenire l’artrosi, intervenire su alcuni di questi fattori, come quelli di tipo ambientale o legati al proprio stile di vita: porre attenzione ad alcune situazioni ti consentirà di ridurre i rischi, traendone grande beneficio a lungo termine. 

Artrosi: quali sono i sintomi? 

Persona anziana si tiene il gomito a causa di un dolore

Un elemento chiave per condurre una quotidianità libera da impedimenti per tutta la vita è riconoscere i sintomi dell’artrosi quando si manifestano. Oggi la medicina offre numerosi rimedi, ma per poterne trarre giovamento bisogna sapere quando è il momento di intervenire. Abbiamo visto come l’artrosi abbia manifestazioni dolorose e come porti all’irrigidimento articolare, ma cos’altro è opportuno sapere? 

I dolori causati dall’artrosi sono di tipo meccanico: aumenteranno quindi con l’esercizio o caricando del peso sull’articolazione interessata; al contrario, potranno attenuarsi a riposo. Un altro elemento da tenere sotto controllo sono gli eventuali rumori emessi dall’articolazione all’inizio del movimento. 

L’artrosi delle mani può manifestarsi in modo particolare: può capitare infatti che appaiano delle piccolissime deformazioni sulle dita, che possono a loro volta provocare una limitazione del movimento. Anche l’artrosi della colonna vertebrale causa la formazione di osteofiti sulle vertebre, irritando alcuni nervi e provocando quindi manifestazioni dolorose. 

La diagnosi dell’artrosi 

Se hai notato alcuni dei sintomi appena descritti, puoi rivolgerti al medico di fiducia per una diagnosi accurata e quindi per decidere come trattare l’artrosi. Durante la visita, si procede a verificare se vi siano articolazioni limitate nel movimento o che presentino le piccole deformazioni illustrate in precedenza. 

Un valido alleato nella diagnosi dell’artrosi è la radiografia: infatti, non sempre chi è affetto da artrosi  presenta i sintomi, come il dolore o la rigidità. Tuttavia, un esame radiografico può scacciare ogni dubbio: mette in evidenza l’avvenuta riduzione dello spazio tra le articolazioni, indicando che la cartilagine si è assottigliata. 

Come combattere l’artrosi 

La diagnosi dell’artrosi non è un punto di arrivo: oggi la scienza e la tecnologia mettono a tua disposizione efficaci rimedi, grazie ai quali non dovrai rinunciare a raggiungere nuovi traguardi. 

2A Group è una realtà che si impegna per offrire nuove soluzioni per il trattamento dell’artrosi, affidandosi a quanto riportato dagli studi recenti. Potrai raggiungere ottimi risultati grazie all’aiuto di magnetoterapia e ultrasuonoterapia, che consentono di liberarsi del dolore in poco tempo, senza incorrere negli effetti collaterali tipici degli antinfiammatori e degli antidolorifici. 

1. Trattare l’artrosi con la magnetoterapia 

Rigenact per l'artrosi

Tra i rimedi per l’artrosi oggi offerti dalla moderna medicina spicca la magnetoterapia, la cui efficacia è  supportata da studi del settore. In che cosa consiste? 

Come il suo stesso nome suggerisce, la magnetoterapia utilizza gli impulsi elettromagnetici per alleviare i sintomi provocati da stati infiammatori e patologie ossee, tra cui appunto l’artrosi. L’interazione tra i campi  magnetici pulsati e la struttura cellulare favorisce il recupero delle condizioni fisiologiche. Ma i vantaggi non si fermano qui: si stimola la circolazione sanguigna, comportando una migliore ossigenazione dei tessuti. Il  risultato è un effetto analgesico, una riduzione dell’infiammazione e uno stimolo nel riassorbimento degli edemi. 

Come combattere l’artrosi con la magnetoterapia? Suggeriamo l’utilizzo di RigenAct portatile: un dispositivo di piccole dimensioni e alimentato a batteria, che consente di godere dei benefici della magnetoterapia senza rinunciare alla comodità. Infatti, in questo modo si ha una rapida riduzione del dolore causato dall’artrosi, mantenendo in ogni momento la libertà di movimento a noi tanto cara. Inoltre, si tratta di un dispositivo medico certificato dal Ministero della Salute. 

Ricevere un trattamento per l’artrosi personalizzata è importante: RigenAct portatile può essere impostato in base alle tue esigenze, così da raggiungere gli obiettivi prefissati nel minor tempo possibile. 

2. Trattare l’artrosi con l’ultrasuonoterapia 

Dolcontrol per l'artrosi

Anche l’ultrasuonoterapia si è rivelata una valida alleata per l’artrosi: si tratta di un principio fisico ormai ben noto alla scienza, che ha nel tempo trovato numerosi ambiti di applicazione. 

In questo caso, abbiamo quella che viene definita una terapia  meccanica: l’obiettivo viene raggiunto grazie a un manipolo che vibra ad altissima frequenza. Appoggiando il manipolo sulla parte interessata, con l’aiuto di un po’ di gel per ecografie precedentemente applicato, si possono trasmettere gli ultrasuoni ai tessuti profondi, ottenendo un effetto termico. I benefici? L’aumento della vascolarizzazione, del metabolismo cellulare e del rilassamento muscolare. 

2A Group applica l’ultrasuonoterapia al trattamento dell’artrosi grazie a Dolcontrol11: un apparecchio elettromedicale pensato appositamente per l’ultrasuonoterapia domiciliare. Uno strumento che consente di alleviare facilmente i dolori muscolo-scheletrici provocati dall’artrosi, ma anche dall’artrite o dalla cervicale. 

Dolcontrol è pratico, efficace, sicuro e semplice da utilizzare: grazie a un dispositivo di soli 80 grammi potrete vedere accelerati i processi riparativi e antinfiammatori, riducendo i tempi di recupero. Come RigenAct, anche Dolcontrol è stato certificato dal Ministero della Salute, divenendo idoneo per la detrazione fiscale come spesa medica. 

Liberi di viaggiare verso nuovi traguardi 

Non lasciare che l’artrosi metta limiti alla tua vita, al tuo viaggio e al tuo percorso: grazie al rimedio adatto alle tue esigenze, contrasterai efficacemente i sintomi, tornando a godere di un’ottima mobilità articolare nel minor tempo possibile. Una soluzione tecnologica e innovativa senza gli effetti collaterali tipici dei farmaci. Ricorda che siamo al tuo fianco per supportarti in questo percorso, dandoti ogni informazione utile su come affrontare l’artrosi e dare finalmente sollievo al tuo corpo dai dolori articolari.

Fonti:

  1. https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1568997218302088?via%3Dihub
  2. https://www.sciencedirect.com/topics/immunology-and-microbiology/osteoarthritis
  3. https://www.humanitas.it/news/artrite-e-artrosi-quali-differenze/
  4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK333078/#ch1.s2
  5. https://www.humanitas.it/malattie/artrosi
  6. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK333067/
  7. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S096522991300126X?via%3Dihub
  8. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK547717/https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/jum.15866

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